Palmi: al “Pizi” l’autore Vincenzo Tedesco parla di Gioacchino Poeta [FOTO]

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Nell’Auditorium dell’Istituto d’Istruzione Superiore “N. Pizi” di Palmi gli studenti hanno incontrato il Dottor Vincenzo Tedesco, allievo del XII ciclo di Dottorato di Ricerca in Scienze Storiche presso l’Università di San Marino

Con dovizia di particolari e profonda indagine critica, il giorno 7 Aprile nell’Auditorium dell’Istituto d’Istruzione Superiore “N. Pizi” di Palmi gli studenti hanno incontrato il Dottor Vincenzo Tedesco, allievo del XII ciclo di Dottorato di Ricerca in Scienze Storiche presso l’Università di San Marino.

L’autore, ex allievo del Liceo Classico “Pizi”, ha intrattenuto l’uditorio sull’argomento della sua ultima opera: “Gioacchino Poeta”, personaggio poliedrico di origini palmesi, medico di professione, che in pochi anni, frequentando la società colta di Napoli, dove completò gli studi di medicina, strinse amicizia con intellettuali dell’epoca, quali G.B. Vico con cui ebbe in comune la versatilità alla poesia.

“ Spesso trascuriamo le conoscenze che riteniamo più consuete e di facile deduzione: credo che pochissimi si siano  soffermati sul chiedersi chi fosse “quel” singolare signore di cognome Poeta a cui i palmesi, in anni remoti, hanno dedicato una Via della città. L’autore, oggi, col suo studio e la sua attenta ricerca scientifica di documenti e fonti critiche ci dimostra che l’amore per la conoscenza e per la cultura in senso lato è quel faro che illumina i nostri passi e ci garantisce un radioso futuro nel nostro avvenire”. Così porge i saluti la Dirigente Scolastica, Prof.ssa Maria Domenica Mallamaci, presentando il giovane scrittore alla sua quarta pubblicazione di un’opera di studi locali, qual è la figura di Gioacchino Poeta per la cittadinanza di Palmi, e non solo.

Poeta rese lustro al nostro Meridione, con la sua versatile attività di studioso e di medico, com’era in uso nella prima metà del Settecento, nei salotti della buona società.

“Presi spunto da una curiosità a cui mi spinse il Dottor Alfredo Focà: Via Poeta, riportata così, sul pezzo di marmo che è posto ad intestazione di una Via palmese, senza nome, chissà quali sorprese mi avrebbe riservato, immettendomi in quel campo di indagine che è diventato il mio mestiere. E, oggi, a fine lavoro, devo dire che la ricerca su  questo famoso, ai suoi tempi, medico della società colta partenopea, mi ha aperto uno scenario di notizie, di digressioni che, così com’è la procedura di uno storico, mi hanno fatto abbracciare più campi di indagine e di approfondimento tematico, come adesso vi andrò ad illustrare”. Con piglio di critico storico, Vincenzo Tedesco conduce gli studenti su e giù tra le pagine della sua ricerca, con l’aiuto di slide, illustrando la società dell’epoca, lo stato delle ricerche scientifiche e i “mirabilia” , quei “monstra” a cui Poeta dedicò un’opera, prendendo spunto dalla nascita ai suoi tempi, di un vitello con due teste.

“La mia presenza qui, oggi, in veste di Presidente del Lions Club di Palmi – afferma il Dottor Giovanni Barone,  – va letta come apprezzamento per le molteplici attività culturali che l’Istituto Pizi mette in cantiere, altamente formative, pienamente condivise da me e dai miei soci, specialmente in quest’anJno in cui, come Club, abbiamo posto tra le varie finalità, che contraddistinguono il nostro operare sul territorio, quelle di incentivare tra i giovani la cultura, l’istruzione e la legalità. Ogni giovane deve garantirsi la cultura per potere fare anche altro. E quale luogo migliore del Liceo Pizi, fucina di futuri professionisti in fieri, come dimostra il traguardo di Vincenzo che oggi ritorna da scrittore nella scuola che ha incentivato la sua versatilità”.

A rappresentare il Comune  di Palmi è stato presente l’Assessore alla Cultura, Dottor Vladimiro Maisano che ha assicurato il sostegno dell’Amministrazione comunale alle scuole palmesi anche con progetti “ perché bisogna guidare i giovani ad una lettura che non risulti banale, ma che sia spinta dalla curiosità e dal piacere della conoscenza”.

La scuola, insomma, non è più quel luogo in cui si ascolta passivamente: essa, alla luce delle ultime riforme, si deve aprire al territorio, deve spingere i giovani a fare, li deve attrezzare di competenze che si traducono nel saper fare, abbracciando tutti i campi dello scibile, per offrire loro diversi ambiti di possibili indagini verso cui dirigere la futura scelta professionale. E il Settecento, come ha dimostrato l’autore Tedesco, con i suoi molteplici campi di interesse e di indagine, a cui Poeta e molti come lui  aderirono, è stato l’inizio di una cultura vista a 360 gradi. Oggi, non diversamente da allora.

Marilea Ortuso