Palermo: figlia clochard ucciso, con ergastolo giustizia è fatta ma mio padre non tornerà

Palermo, 11 apr. (AdnKronos) – “Siamo soddisfatti, l’ergastolo era il minimo della pena… Ma mio padre non me lo ridarà più nessuno…”. A parlare è la figlia, ancora minorenne, di Marcello Cimino, il clochard 46enne bruciato vivo un anno fa dal benzinaio Giuseppe Pecoraro che oggi è stato condannato al’ergastolo dal gup di Palermo. “Ho trascorso pochi giorni fa il mio compleanno senza di lui – dice la ragazza all’Adnkronos – c’è stata la festa del papà a marzo e non gli ho potuto parlare. E così è passato il primo Natale senza poterlo salutare. E’ orribile”. “Dopo più di un anno c’è ancora tanto dolore – dice ancora la giovane – che non passerà mai. E’ stato un anno difficile, molto difficile”.
La ragazza spiega ancora che Pecoraro, l’assassino reo confesso, “non ha mai chiesto scusa né si è mai pentito”. “Abbiamo visto qualche volta la sua famiglia in tribunale – dice – ma anche la madre si è limitata dire solo che lei non c’entra con quello che ha fatto il figlio a mio padre. E basta”.

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