Messina. Piano riequilibrio, Gioveni: “Fondamentale conoscere l’esito prima della scadenza del mandato di Accorinti”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Messina, Gioveni: “Signorino e Cuzzola parlino con il  Ministero per sapere che aria tira”

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E’ trascorso 1 mese e mezzo dalla bocciatura da parte del Consiglio Comunale della rimodulazione del piano di riequilibrio, ma sarebbe certamente importante conoscere adesso, prima della scadenza del mandato, se l’attuale piano di riequilibrio decennale ancora in essere sia considerato sostenibile dal Ministero!” Il consigliere comunale del Pd Libero Gioveni, che non si da ancora pace per la 8 febbraio scorso dell’importante delibera che avrebbe consentito di spalmare la massa debitoria del Comune in 20 anni recuperando risorse a garanzia dei servizi, lancia un appello al sindaco e agli assessori Signorino e Cuzzola affinché interloquiscano direttamente e in maniera più stringente con il dott. Michele Verde del Ministero per sentire che “aria tira” sull’esito dell’atto che giace a Roma già da 4 anni! Gioveni, tra l’altro, aveva anche chiesto allo stesso Signorino di trasmettere un Quesito al Ministero dell’Interno chiedendo l’interpretazione autentica dell’art. 1 comma 889 della Legge di Stabilità 2018 per capire se si fosse potuto ripresentare ancora una nuova rimodulazione del piano di riequilibrio già adesso in riferimento ad una particolare frase contenuta nel comma 889 che avrebbe potuto far pensare ad una semplice e obbligatoria “presa d’atto” da parte del Consiglio e non alla facoltà o meno di approvarlo! “Ritengo che provare ancora di “salvare il salvabile” – auspica il consigliere – non costi nulla! Anzi – insiste l’esponente del Pd – specie a conclusione di questo mandato, a beneficio di tutti i candidati a sindaco che dovranno affrontare fra le priorità dei loro rispettivi programmi quello senz’altro del “futuro finanziario dell’Ente”, diventa fondamentale conoscere come imposteranno e pianificheranno i primi atti amministrativi in funzione del responso del Ministero e della stessa Corte dei Conti. Questa “spada di Damocle” che pende sulla nostra testa, insomma, non giova alla città! Ecco perché – conclude Gioveni – è importante sapere come ripartiremo a giugno: dalle macerie del dissesto o da un vero rilancio attingendo dal fondo di rotazione?”