Messina: furbetti del cartellino, un dirigente ammette ‘Facciamo così da trent’anni’

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Sospesi a Ficarra (Messina) furbetti del cartellino, uno dei dirigenti ammette: “Facciamo così da trent’anni”

assenteismo ficarra messinaPalermo, 5 apr. (AdnKronos) – Uno dei dirigenti comunali di Ficarra (Messina) sospesi dal servizio per assenteismo, oltre ad assentarsi lui stesso, avrebbe candidamente ammesso di aver agito “in quel modo per trent’anni, confermando di aver consentito che le condotte dei propri dipendenti fossero regolate in base alla coscienza personale”. E’ quanto emerge dall’operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Messina che hanno eseguito sedici misure cautelari di sospensione. “Importanti responsabilità penali sono state inoltre riconosciute in capo ai tre dirigenti comunali coinvolti dall’attività investigativa, ossia C. F., C. N. e D. C., responsabili rispettivamente dell’Area Tecnica, dell’Area Economico-finanziaria e di quella Amministrativa, nonché destinatari di misure interdittive da 2 a 11 mesi – dicono gli inquirenti – Più specificamente i dirigenti, pur essendo consapevoli della prassi illecita diffusa tra i loro dipendenti di allontanarsi fraudolentemente dal posto di lavoro per motivi non istituzionali senza registrazione, hanno volutamente omesso di effettuare i dovuti controlli, accettando quindi consapevolmente il rischio della commissione di fatti criminosi in danno dell’Ente pubblico”.
Un altro dirigente, invece, “avuta contezza delle indagini in corso, avrebbe introdotto soltanto nel 2017 il ‘registro delle uscite temporanee per servizio fuori dagli uffici comunali”, casualmente e drasticamente diminuite rispetto al passato, ammettendo, come poi emerso in sede di interrogatorio, che la prassi degli allontanamenti arbitrari fosse sempre stata ammessa in base al principio del ‘si era sempre fatto cos씝.
L’attività investigativa svolta dall’Arma ha dunque consentito di svelare, “ancora una volta e seppure in minima parte, il diffuso e patologico malcostume dell’assenteismo, gravemente lesivo della Pubblica Amministrazione, sotto il profilo della sua immagine e sotto quello finanziario per gli indebiti esborsi di denaro destinato a retribuire ore di lavoro non effettivamente svolte”. A tal proposito l’Autorità Giudiziaria, che ha coordinato l’attività, ha definito ‘apprezzabile” il danno economico, pur rimandando alla competenza della Corte dei Conti la quantificazione dello stesso.

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