Mafia: processo Apocalisse, a Palermo in appello condanne per cinque secoli di carcere

Palermo, 12 apr. (AdnKronos) – Pioggia di condanne al processo d’appello ‘Apocalisse’ di Palermo, dove la Corte d’appello ha inflitto pene per oltre cinque secoli di carcere a una sessantina di imputati, accusati a vario titolo, di mafia ed estorsione. Altri 27 imputati sono stati assolti dalle accuse. Alla sbarra presunti componenti della mafia di Resuttana, San Lorenzo, Acquasanta, Arenella, Partanna e Mondello. I giudici della prima sezione della Corte d’appello, presieduti da Gianfranco Garofalo – a latere Adriana Piras e Massimo Corleo – hanno sostanzialmente confermato la sentenza di primo grado, che era stata emessa con il rito abbreviato dal gup Giuseppina Cipolla nel 2016.
Le pene più alte per il boss Girolamo Biondino, fratello di Salvatore, l’autista di Totò Riina arrestato con il capomafia il 15 gennaio del 1993, condannato a 13 anni e 8 mesi, con una lieve riduzione rispetto ai 14 anni del primo grado. Per Antonino Di Maggio una pena a 10 anni e mezzo, Tommaso Contino condannato a 16 anni e 10 mesi, così come per Sandro Diele, che passa da 17 anni e 8 mesi a 14 e 8 mesi. Vent’anni a Gregorio Palazzotto.
Gli imputati avrebbero fatto parte del nuovo esercito di Cosa nostra azzerato fra il luglio 2014 e il febbraio 2015 con il maxi blitz Apocalisse che rase al suo i clan di Tommaso Natale-San Lorenzo e Resuttana. Ha così retto pienamente l’impianto accusatorio del primo grado, rappresentato in aula dai pm Vittorio Teresi, Francesco Del Bene, Amelia Luise, Annamaria Picozzi, Dario Scaletta e Roberto Tartaglia, che ricostruirono la mappa del potere nei due storici mandamenti. Oggi la pioggia di condanne.

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