Incidenti lavoro Crotone, Stumpo: “non è possibile che ancora si esca per lavorare e non vi si faccia ritorno”

stumpo

Incidenti lavoro Crotone, Stumpo: “non è possibile che ancora si esca per lavorare e non vi si faccia ritorno”

sergiostumpo+europa“Ennesima tragedia su un luogo di lavoro, questa volta a Crotone, dove due lavoratori dell’edilizia hanno perso la vita mentre stavano eseguendo dei lavori di ampliamento della strada che collega la città a Capo Colonna. Non è possibile che ancora oggi si esca da casa per andare a lavorare e non vi si faccia ritorno. Da Nord a Sud è una catena di vittime la cui unica colpa è stata quella di lavorare. Il 2017 si è chiuso con 1350 morti e in questi primi mesi del 2018 siamo già a 151 a cui si aggiungono i due operai di Crotone. Tante, troppe famiglie distrutte, tanti i morti dimenticati. Non si può parlare di morti bianche e nemmeno di fatalità, ma il risultato tragico di norme non rispettate e tutele insufficienti. La sicurezza deve essere al primo posto dell’agenda politica di ogni partito. Dopo il grave incidente accaduto oggi, diciamo  basta alle continue morti sul lavoro richiamando alla massima attenzione sul problema della sicurezza. Oggi siamo a piangere la morte di due lavoratori della Crotonscavi e siamo vicini alle famiglie dei lavoratori. Esprimiamo il nostro dolore interpretando il pensiero di tutti i lavoratori. Richiamiamo tutte le forze politiche affinchè si ponga fine a questa strage. Occorre effettuare più controlli e maggiori monitoraggi, esigere il rispetto delle normative in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Si impone una seria, rigorosa indagine da parte della Magistratura per stabilire come ciò sia potuto accadere e accertare le eventuali responsabilità. Il Comune di Crotone si costituisca parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario. Da parte nostra riteniamo necessario avviare nell’immediato un confronto serrato con le parti sociali per porre in atto tutte le azioni utili a scongiurare il ripetersi di tragedie come questa“. Lo scrive in una nota stampa Nino Stumpo.