Imprese: in Italia 33% contratti prevede forme di welfare (2)

(AdnKronos) – L’Osservatorio analizza anche i dati sulle scelte di welfare dei lavoratori. Tra le più richieste rientra la categoria ‘scuola e istruzione’, che assorbe quasi il 40% degli acquisti contabilizzati dai provider. Seguono per importanza i fringe benefit (20%), previdenza (15%), assistenza sanitaria (13%) e area culturale/ricreativa (11%).
‘Le politiche di contenimento della spesa pubblica degli ultimi anni per raggiungere gli obiettivi di riduzione del deficit hanno generato un crescente bisogno di prestazioni integrative, in ambito previdenziale, sanitario e dei servizi a favore della famiglia”, spiega Mauro Chiassarini, vicepresidente di Assolombarda con delega alle Politiche del lavoro, Sicurezza e Welfare. “E sebbene molti Paesi siano più avanti sul fronte del welfare, sempre più imprese in Italia, grazie anche alle facilitazioni introdotte dalla Legge di Stabilità, stanno affiancando alla retribuzione strumenti non monetari”.
Per Chiassarini “si tratta di misure che non solo migliorano la condizione del lavoratore e della sua famiglia ma anche il clima aziendale e la competitività delle imprese, non a caso lo scorso anno dei circa 16mila accordi aziendali in vigore, un terzo (il 32,5%) presentava contenuti di welfare aziendale Così come anche il monitoraggio condotto sugli accordi stipulati in Assolombarda conferma il forte stimolo dato alla contrattazione e mette in luce una spiccata propensione delle imprese milanesi al welfare”.

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