Foibe: Veneto, presentato in Consiglio fumetto su storia Norma Cossetto (3)

(AdnKronos) – (Adnkronos) – Emanuele Merlino, autore del libro ha spiegato: ‘Il fumetto nasce da una forte volontà di raccontare, attraverso accurate ricerche storiche, la tragica epopea di Norma Cossetto, una ragazza come tante altre, figlia di piccoli proprietari terrieri, che sentiva moltissimo il suo essere italiana, che amava la propria terra in modo viscerale e che ha testimoniato questo stato del suo essere fino alla fine, a costo del martirio. Norma, infatti, non ha accettato di entrare a far parte del movimento partigiano, come le era stato proposto dai titini, proprio perché non voleva vivere in modo diverso dal proprio essere interiore, pagando con la vita questa sua coerenza ideologica”.
“Norma Cossetto amava lo sport e la vita, ma soprattutto serbava dentro di sé un grande sogno, quello di laurearsi e di diventare un’insegnante, per formare quelli che sarebbero diventati gli uomini e le donne del futuro, per contribuire a plasmare la società del domani, proprio per il grande amore che nutriva verso la terra istriana, la sua terra. Norma Cossetto è stata mirevole testimone delle tragiche vicende istriane, della barbara violenza perpetrata dal nuovo padrone che ha voluto prendersi tutto per sé, compresa l’identità, la presenza stessa degli italiani, da cancellare a ogni costo e con ogni mezzo agli occhi del mondo, attraverso l’infoibamento”, ha sottolineato.
L’Editore, il giornalista Federico Goglio, spiega che ‘questa operazione editoriale racconta, a distanza di circa settanta anni, il dramma delle Foibe e le violenze anti italiane perpetrate sul Fronte Orientale, ricorrendo alla forma di espressione del fumetto, un po’ diversa dai canoni tradizionali, ma che ritenevamo particolarmente adatta per rappresentare la storia di Norma Cossetto. Il volume, che per tre quarti è in bianco e nero, verso la fine si apre a una quadricromia in cui trova ampio spazio il colore rosso, che rappresenta il dramma vissuto dalla protagonista, ma che è anche il colore proprio della terra ferrosa dell’Istria, nonché il colore politico dei partigiani titini, i carnefici di Norma Cossetto, quelli che l’hanno massacrata e gettata viva in una foiba, ma che è infine, e soprattutto, il colore che forma il nostro Tricolore, che rappresenta bene l’italianità, particolarmente sentita in quelle terre di confine”.

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