Commercio: Confcommercio Palermo, no liberalizzazione forsennata (2)

(AdnKronos) – Una decisione che la numero uno di Confcommercio Palermo saluta con favore. “Credo che sia giusto – dice – perché c’è ormai una ricorsa a qualsiasi opportunità di vendita. E’ chiaro che rimanendo aperti si fanno incassi, ma se anche ne valesse la pena da un punto di vista economico, e su questo ho qualche dubbio, non è possibile continuare così. Bisogna dire basta. Ci deve essere un tempo altro, da dedicare ai valori familiari e al riposo”. Al centro del ragionamento di Di Dio non ci sono le domeniche, che pure “hanno perso il loro significato e vedono titolari e collaboratori costretti a fare i conti con il mercato”, ma quelle festività che sono “più sacre di altre”, perché hanno “un alto valore simbolico”, perché sono “scritte nella nostra storia, nella nostra cultura e nelle nostre tradizioni”.
E’ a questa “liberalizzazione forsennata” che occorre opporsi, facendo fronte comune “con buona pace dei consumatori” per recuperare “il senso del riposo, della costruzione di un tempo dedicato ad altro rispetto al lavoro e che sia costruttivo per la famiglia, per i propri affetti, per se stessi”. Insomma, è il ragionamento della presidente di Confcommercio Palermo, negozi chiusi a Natale, Pasqua, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno potrebbero anche spingere i consumatori a “cercare nuove forme di socialità, a trascorrere più tempo in famiglia e in compagnia degli amici piuttosto che chiusi in un centro commerciale, a trovare occasioni ludiche che non siano quelle che hanno snaturato l’essenza del nostro riposo”. In sintesi a ritrovare “una diversa e migliore qualità della vita”.

Adnkronos