Calabria, l’USB Vigili del Fuoco scrive allo Stato: “nessun ministro o dipartimento che ci tuteli”

Calabria, l’USB Vigili del Fuoco scrive allo Stato: “nessun ministro o dipartimento che ci tuteli”

vigili del fuoco reggio calabria (1)“Carissimo STATO italiano, scrivo a te perché non ho ministro non ho un dipartimento che mi tutela sotto tutti gli aspetti, scrivo a te perché sei tu che mi obblighi e mi tartassi, e lo faccio a nome di TUTTI i vigili del fuoco italiani. Caro Stato siamo quelle persone che si prendono cura del paese in termini di soccorso alle persone, alla tutela dei beni, alla prevenzione, alla previsione dei rischi, siamo quelle persone che ad ogni accadimenti particolare della vita quotidiano delle persone, accorrono a salvaguardare la loro incolumità. A nostro rischio e pericolo, ne approfitto caro Stato, quello che NON  hai fatto tu di saltare tutti i miei colleghi che sono morti per adempiere al nostro servizio, non ultimo i colleghi di Catania, hai bloccato tutte le tv nazionali di Stato,  per altri funerali e NON ti sei ricordato dei miei colleghi! Ecco caro Stato vado al dunque, altrimenti ti annoio ricordandoti i tuoi doveri!!! Ripeto sono/siamo i vigili  del Fuoco, ogni giorno montiamo di servizio nelle nostri sedi per svolgere turni di 12 ore – di giorno, di notte , di festa sempre presenti, in queste dodici ore può capitare di tutto, come è capitato a me!! Ed a tanti come me ! Durante il turno di servizio sono stato inviato nelle zone terremotate per prestare la mia qualificata opera per undici giorni, ho lasciato la  famiglia per dare soccorso a chi stava in difficoltà in quel momento”. Lo scrive in una nota stampa l’USB Vigili del Fuoco.

“Un altro giorno è scoppiato un nubifragio e sono stato inviato nelle zone allagate e franate per mettere in sicurezza le persone ed il territorio martoriato dalla cementificazione! Caro stato italiano la faccio breve ma nell’anno 2017, ti assicuro ho fatto il mio dovere, senza nemmeno poter sottrarmi al lavoro in più che mi veniva richiesto, “ il dovere mi ha chiamato” !! Dove voglio arrivare ? non ti chiedo nulla caro Stato italiano!!  spero solo che non ti sciocchi dopo che avrai visto la mia busta paga di febbraio e marzo, e farai la fine di quel ministro che ci ha impressionato tutti quando piangeva in televisione perché ci stava rubando le pensioni alle nostre generazioni – peccato che lei ne ha versate solo due lacrime le mie NON so quante sono per portare avanti una famiglia di quattro unità. Caro Stato ti racchiudo in due righe il mio sputare sangue per vivere! Sono stato obbligato a prestare servizio per aiutare gli altri ed ho percepito delle competenze che mi hanno fatto superare di 183€,  il reddito massimo di 26,000 € lorde all’anno. Oggi dopo aver fatto il mio dovere, mi ritrovo con il cedolino di febbraio con uno stipendio di 700€ ed il cedolino di marzo con uno stipendio di 700€. Che dire ?? ti chiedo caro Stato se mi posso solo appellare  ai principi dello stato di necessità e della capacità contributiva proporzionale al proprio reddito, stabiliti rispettivamente dall’articolo  53 della Costituzione per legittimare il mio rifiuto categorico di continuare a contribuire, attraverso le tasse, alle spese per il mantenimento dei privilegi  di chi governa, che ha stabilito queste norme,  irrispettose  insensate   nei confronti di tutti i lavoratori di questo Paese. Aspetto tue notizie caro mio Stato  IL NAUFRAGAR NON DOLCE IN QUESTO MARE”, conclude il coordinamento.