Bovalino (RC): partecipato e animato incontro del Partito Democratico

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Partecipato e animato incontro del Partito Democratico

convegno PD BovalinoPartecipato ma soprattutto animato da elementi positivi ancorché puntuali e autocritici, l’incontro del partito democratico sulla questione più generalmente politica del ruolo dei circoli nelle esperienze territoriali. “La funzione del circolo di partito non deve limitarsi alla testimonianza, questo è il tema della discussione: il Circolo come punto di partenza per capire e organizzare la politica territoriale e la lettura della società, nel senso di prossimità e dialogo diretto coi soggetti sociali, singoli e organizzati. Attivare cioè quel circolo virtuoso che deve animare la politica. Superare così quello stato d’animo di attesa delle decisioni dall’alto e affrontare i problemi del territorio raccogliendo anche l’animosità giovanile, soprattutto elaborarla, e tradurla nella capacità di farsi portatori delle esigenze loro e dell’intera società nella quale si opera. Un lavoro che ha il anche il profilo della ricerca antropologica ma che può costituire lo strumento fondamentale per recuperare la fiducia degli elettori nella politica. Una politica che non si affida ai tecnicismi comunicativi asettici e preordinati per entrare in comunicazione coi bisogni reali delle persone“. Così si inserisce l’intervento di un giovane attivista di Bovalino, Raffaele Graziano, tra i primi a dire la sua, “Io faccio parte di una generazione che ha vissuto la fine della prima repubblica in età adolescenziale, ma ricordo che in quel periodo molti cittadini erano iscritti ad un partito, che in ogni paese aveva una propria sezione. L’attivismo di partito faceva parte dello stile di vita dei cittadini. Non sono un nostalgico, ma credo che alcuni valori, quelli positivi vadano ripresi. Oggi, c’è un forte senso di sfiducia nella politica  e soprattutto nei politici, chiunque essi siano… Un Circolo di partito deve, innanzitutto essere in prima fila nella ricerca di soluzioni che migliorino la qualità della vita, garantendo i diritti essenziali a ognuno di noi. Il Circolo deve intercettare tutte queste esigenze e farsi promotore delle lotte di giustizia sociale.  Deve essere al fianco del cittadino “.

Dopo il saluto del Sindaco di Bovalino tanti gli interventi, soprattutto di giovani, ma non solo, Miriam Surfaro, Giuseppe Macrì, Giuseppe Jaconis, Roberto Papalia. Sono intervenuti anche Vincenzo Mallamo, attuale Segretario del Circolo, Maria Carmela Lanzetta, Aldo Canturi, Sindaco del Comune di Bianco, e Rosario Rocca, Sindaco del Comune di Benestare. Maria Carmela Lanzetta ha fatto un particolareggiato percorso storico delle vicende più rilevanti, mettendo in risalto la necessità di combattere senza sosta la battaglia per la ricostruzione del partito all’insegna della legalità e ha assicurato il proprio impegno, fino in fondo, in prima persona, in questa battaglia, invitando i presenti a credere al buon esito dell’azione dei circoli. Tutti gli intervenuti hanno rilevato la necessità di riprendere con determinazione un’intensa azione politica sul territorio attraverso i circoli, che sono strumento di difesa, di controllo e di segnalazione dei bisogni dell’intera popolazione. Rosario Rocca, nello specifico, ha proposto la formazione immediata di un circolo intercomunale  tra Bovalino e Benestare, idoneo ad accogliere in seguito l’adesione di altri Comuni. Ha concluso i lavori Giovanni Puccio, Coordinatore provinciale del partito, il quale evidenziando i motivi della sconfitta elettorale ha sottolineato che bisogna recuperare pienamente le ragioni fondative del Partito Democratico e fare della presenza territoriale la risorsa fondamentale per costruire un partito di popolo che sappia esprimere la domanda di cambiamento e di riscatto della Calabria e del Mezzogiorno. A tal fine occorre un partito unito e responsabile, che sappia riorganizzarsi in modo efficiente sul territorio. I circoli hanno senso di esistere se tornano ad essere il luogo dove le persone incontrano il partito. Devono recuperare una capacità di ascolto e fungere da collettore dei bisogni dei cittadini, delle loro proposte ed essere luogo di elaborazione politica.

Devono diventare il luogo del confronto politico e sociale, di discussione con i cittadini sui temi politici nazionali e territoriali e tornare ad essere una palestra di formazione politica con lo scopo di costruire una nuova classe dirigente. Non solo momenti di discussione e di incontro, quindi, ma anche di servizi concreti e assistenza ai cittadini. Mettere a disposizioni le nostre sedi, ospitare attività associative, culturali. Essere attenti alle problematiche sociali del territorio e supportare gli anziani e i più deboli per i loro bisogni. Ha dichiarato, inoltre, che sarà organizzata una giornata per il tesseramento con lo scopo di iscrivere il maggior numero di simpatizzanti, trasformandoli in militanti capaci di portare una ventata nuova di fiducia che sostenga la quotidiana attività dei circoli. Insomma, mentre a livello regionale e nazionale si cerca di capire come ricostruire il partito, nei piccoli centri dinamici e giovani come Bovalino ci si rimbocca già le maniche e si comincia a lavorare, come a significare che è nel momento più duro che le vere identità politiche italiane sanno ricostruire se stesse e ritornare ad essere forti e rappresentative.