Attentato Limbadi, Pasqua: “colpito dall’efferatezza dell’atto e dalla violenza dell’esecuzione”

Attentato Limbadi, Pasqua: “colpito dall’efferatezza dell’atto e dalla violenza dell’esecuzione”

Sono rimasto colpito dall’efferatezza dell’atto e dalla violenza dell’esecuzione“. Così afferma il consigliere regionale Vincenzo Pasqua, commentando l’attentato di Limbadi in cui è rimasto ucciso con un’autobomba l’agricoltore Matteo Vinci che viaggiava insieme al padre, gravemente ferito dallo scoppio dell’ordigno. “Il primo atto che sento di compiere è la commossa solidarietà della signora Rosaria Scarpulla, madre di Matteo Vinci, il dolore di una madre duramente segnata da un doloroso destino”. Quanto avvenuto, e lo dico con franchezza, mi ha provocato profondo sbigottimento e amarezza. Sono certo che lo Stato non lascerà nulla di intentato per giungere alla verità processuale, ma rimane tutto in piedi – osserva Pasqua – lo sgomento per il degrado civile in cui Vibo Valentia e la Calabria sono state trascinate da un evento che non trova ragione se non in una logica di primordiale violenza, di sopraffazione, che trascina la nostra terra sempre di più nel baratro dell’ignominia e la condanna all’isolamento dal resto del Paese. La tragica scomparsa di Matteo Vinci – termina Vincenzo Pasqua –  deve rappresentare per tutte le persone sensibili che hanno davvero a cuore la convivenza civile e la sicurezza democratica lo spartiacque tra un mondo oscuro e senza prospettive e l’aspirazione della stragrande maggioranza dei vibonesi e dei calabresi per un futuro dove ognuno e tutti si sentano parte di una comunità e protagonisti di un processo di serenità e di tolleranza”.