Attacco Siria, Gentiloni: “non deve essere l’inizio di una escalation, ma uno stimolo per attivare il dialogo”

Tiberio Barchielli/Palazzo Chigi/LaPresse

Attacco Siria, Gentiloni: “non deve essere l’inizio di una escalation, ma uno stimolo per attivare il dialogo”

Tiberio Barchielli/Palazzo Chigi/LaPresse

Attacco Siria“L’azione di questa notte è mirata a impedire la produzione di armi chimiche. Condanniamo fermamente l’attacco chimico perpetrato nei confronti di civili e da sempre condannato da tutte le leggi e le convenzioni internazionali. L’azione di questa notte è un’azione circoscritta che non può e non deve essere l’inizio di una escalation. L’Italia non ha partecipato a questo attacco militare nonostante la nostra alleanza con gli Stati Uniti è molto forte e particolare. Abbiamo insistito e chiarito che il nostro supporto logistico, fornito agli Stati Uniti e altri paesi europei, in questo caso particolare non poteva tradursi in operazioni militari che sarebbero partite dal territorio italiano. L’Italia, ha sempre pensato che la crisi siriana non poteva risolversi con l’uso della forza. Personalmente, non è troppo tardi per lavorare alla soluzione della crisi siriana. Anzi che anche quello che è successo stanotte, e che deve restare circoscritto, potrebbe essere una spinta e stimolo a ridare centralità al processo di dialogo e negoziato. Ripeto, questo non è il momento dell’escalation ma è il momento di mettere al bando le armi chimiche, è il momento della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo un conflitto terribile”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in diretta da Palazzo Chigi.