Antitrust: bollettini ingannevoli a imprese, multa a A-286 Suarl (2)

(AdnKronos) – L’Autorità ha accertato che le specifiche modalità con cui A-286 Suarl realizza e veicola il proprio messaggio dal punto di vista grafico come dal punto di vista del contenuto e temporale “costituiscono espedienti che la società utilizza per condizionare indebitamente le imprese destinatarie di tale comunicazione, inducendole artatamente ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti assunto. La comunicazione, infatti, è strutturalmente concepita come un modulo prestampato finalizzato a richiedere il pagamento relativo all’iscrizione ad un registro definito ‘Registro dei marchi italiani'”.
In tale modulo, sottolinea l’Authority, “ricorrono, in particolare, espressioni quali ‘Registro dei Marchi Italiani’, ‘classificazione di Nizza’, nonché l’espressione ‘registrazione del suddetto marchio d’impresa nel registro dei marchi italiani per il periodo di 10 anni'”. Le imprese destinatarie di tale modulo, aggiunge, “sono dunque portate a ritenere che tale ‘Registro’ sia effettivamente un registro ufficiale gestito dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, considerato che nel testo del modulo è fatto espresso riferimento alla tutela legale presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e al fatto che l’impresa destinataria della comunicazione ha precedentemente presentato la domanda di tutela legale di un proprio marchio a livello nazionale”.
Concorre ad aumentare l’indebito condizionamento della libertà di scelta delle imprese destinatarie l’indicazione prescrittiva di un termine entro cui l’impresa contattata sembra essere categoricamente obbligata a versare la somma richiesta (termine specificamente individuato per ogni singola impresa contattata). In ragione della notevole insidiosità del messaggio diffuso dalla società A-286 Suarl, che risponde ad una precisa strategia di comunicazione diretta a ingenerare una deliberata confusione nelle imprese destinatarie, l’Autorità “ha irrogato alla società una sanzione amministrativa pari a 500.000 euro”.

Adnkronos