Reggio Calabria, Ripepi: “Aeroporto svenduto dal pd reggino”

Ripepi: “prima Reggio!!! Aeroporto svenduto dal pd reggino ai nostri competitor. Il cuore della citta’ e’ sotto scacco e ancora non abbiamo visto niente”

“Per noi viene sempre prima Reggio. La situazione del nostro aeroporto è nettamente peggiorata, più tempo passa e più è visibile la strategia devastatrice che i nostri competitor hanno messo in atto per affossare Reggio Calabria Città Metropolitana. Nessuno ha il coraggio di dire la verità, si dice e non si dice. I nemici di Reggio si sono palesati: la Sacal non è altro che una sciagura, frutto della volontà politica di rendere la nostra Città Metropolitana subalterna a Catanzaro e Cosenza!”. Per il consigliere Massimo Ripepi non ci sono dubbi: “Il PD reggino con in testa Falcomatà supportato dai Consiglieri regionali, è stato sostenitore della società di gestione unica degli aeroporti calabresi e le recenti dichiarazioni di Seby Romeo ne sono la conferma. Ora invece il sindaco Falcomatà viene a piangere lacrime di coccodrillo, quando invece dovrebbe meglio recitare un mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Giuseppe Falcomatà non è un difensore di Reggio, anzi, le sue “mozioni copia-incolla” di quelle già proposte da noi mesi fa, stanno solo confondendo le acque e le idee ai cittadini.” Nel mirino di Ripepi anche il presidente di Sacal Arturo De Felice che ha vergognosamente disertato il Consiglio Metropolitano indetto ad hoc per il Tito Minniti: “De Felice aveva tentato il colpo grosso a Kansas City provando a raccogliere i 2 milioni di euro di ricapitalizzazione che sarebbero stati, a mio avviso e ad avviso di molti, indirizzati a sviluppare un unico grande aeroporto, ovvero quello di Lamezia Terme. Un “cavallo di Troia” per intenderci. Ma il piano non è riuscito grazie all’opposizione precisa del Consigliere Lamberti in Consiglio Metropolitano, ed ora De Felice ha dimenticato non solo di essere un reggino, ma ignora anche di essere il principale gestore di un servizio pubblico che serve la nostra Città che da lui è stata clamorosamente snobbata.

Nulla di nuovo comunque, tutto secondo il copione. Perché il Sindaco si meraviglia solo ora che la società di gestione unica degli aeroporti calabresi è, come abbiamo detto noi in tutti i modi possibili, una vera sciagura? E’ bastato scoprire il piano messo in atto dai lametini guidati da De Felice, di trasformare la Città Metropolitana di Reggio in un bancomat al servizio del competitor, per fare andare su tutte le furie il Prefetto manager reggino che diserta la massima assise della sua città, prendendo a pugni un intera comunità. Ancora non abbiamo visto niente”, tuona Ripepi, “secondo me da qui a poco scatteranno altri meccanismi di subordinazione del nostro scalo a quello di Lamezia. Noi non ci stiamo e combatteremo con ogni mezzo perché per noi viene prima Reggio!”. Quale la soluzione a questo stallo? Per Ripepi l’unica soluzione è: “staccarsi da Sacal”. “Come la politica che governa ha generato un mostro, allo stesso modo lo deve annientare. Il sindaco Falcomatà dovrebbe asciugarsi le lacrime e mettersi davvero in moto coinvolgendo come abbiamo sempre ribadito, Messina e tutti gli enti potenzialmente coinvolti: Confindustria, Camere di Commercio e così via. Abbiamo bisogno di soci privati per una nuova società di gestione autonoma. Chi cerca trova, a chi bussa sarà aperto. Se Falcomatà non si sveglia e non diventa l’interfaccia principale per gli eventuali soci privati interessati e per le amministrazioni messinesi, chi mai verrà nella nostra Città ad investire? Per fare tutto questo ci vogliono politici reggini che mettano Reggio prima di tutto. Quando serve, per il bene della propria comunità, si devono abbandonare le logiche personali e di partito. Oggi abbiamo deciso di ammainare le bandiere di partito per innalzare l’interesse supremo della nostra amatissima città. La battaglia in difesa dell’aeroporto è vitale ed ogni altra idea di sviluppo non avrebbe senso neanche concepirla. Non lasceremo il cuore della nostra Città sotto il controllo dei nostri competitor che piano piano ci stanno sfilando ogni cosa. I cittadini devono sapere bene quello che sta avvenendo. Se perdiamo questa fondamentale battaglia è la fine per i prossimi trecento anni. Se vinciamo daremo finalmente la speranza ai nostri co