Aeroporto dello Stretto, il Presidente Sacal risponde in modo durissimo a Falcomatà: “anzichè pretendere, dovrebbe fare qualcosa”

Reggio Calabria, continua la bagarre istituzionale sull’Aeroporto dello Stretto: durissima replica del Presidente Sacal De Felice al Sindaco Falcomatà

Dopo il Consiglio Metropolitano convocato appositamente per auto-assolversi dalle proprie Responsabilità, il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà incassa l’ennesimo schiaffo ampiamente prevedibile. Il giovane primo cittadino ama andarsele a cercare: lo scontro con la Sacal è il disperato tentativo di addossare ad altri responsabilità che in realtà sono tutte sue, anche perché fino a qualche mese fa era stato proprio lui a sponsorizzare l’arrivo della Sacal per l’Aeroporto dello Stretto garantendone il pieno impegno, Adesso il clamoroso retrofront, che già nei giorni scorsi aveva fatto sobbalzare molti dalle loro sedie. Sono intervenuti contro l’atteggiamento del primo cittadino sia il deputato reggino Francesco Cannizzaro che il Presidente del Parco Nazionale d’Aspromonte Bombino.

Adesso addirittura il Presidente della Sacal, Arturo De Felice, risponde a tono: “Se si parla di garbo istituzionale, si invita e non si convoca. Aggiungo che l’oggetto della discussione era una mozione in cui per ben 4 volte viene usato il verbo “pretendiamo”. Ciò mi ha fatto ritenere che i redattori della stessa venissero da un altro pianeta senza avere neppure una visione realistica dei danni subiti dall’Aeroporto dello Stretto a causa di gestioni politico-amministrative che l’hanno condotto sul baratro. Come mai le stesse voci che oggi “pretendono” non si sono fatte sentire nei momenti topici delle scelte che avrebbero consentito alla città di Reggio di entrare dalla porta principale in una società a maggioranza pubblica quando ne hanno avuto la piena legittimità e possibilità? Come mai la politica locale non fa nemmeno un accenno alle ingenti somme spese per pagare solo stipendi e non impiegate per investimenti di cui l’aeroporto aveva bisogno? Non voglio entrare, oggi, nel merito ma mi riservo di farlo se sarà necessario sulla dispersione di soldi pubblici he hanno consentito per anni che l’Aeroporto fosse solo un assumificio consentendo l’ingresso in Sogas di personale sproporzionato rispetto alle reali esigenze di operatività dello scalo. O vogliamo parlare delle consulenze o di consentire ai dirigenti della società di esercitare anche attività extraprofessionale? E mi chiedo, infine, come sia possibile che di fronte a uno scalo che “pretende” altri voli, la politica sia così miope da non accorgersi che chi sbarca al Tito Minniti ha davanti a sè uno scempio di illegalità dettata anche dalla mancanza di una pattuglia di vigili urbani. E vogliamo parlare delle condizioni delle strade per raggiungere l’aeroporto? In questi 9 mesi la Sacal è riuscita a mantenere i conti dello scalo reggino in sostanziale pareggio aumentando l’offerta dei voli e risparmiando sui costi e incrementando al massimo i ricavi commerciali dello scalo con 12 manifestazioni di interesse, riattivando finanziamenti regionali sospesi per milioni di euro, la cui progettazione è in corso in sinergia con la Regione, e sta garantendo trasparenza in ogni sua azione compresa l’imminente assunzione a tempo indeterminato di 24 persone necessarie per gestire lo scalo reggino per il cui espletamento è stata individuata una commissione dal Ministero dei Trasporti. I voli sono stati mantenuti e saranno implementati, nonostante abbiamo potuto contare solo sul sostegno della Regione. Auspico che la politica reggina “pretenda” di meno e faccia di più“.