Vibo Valentia, nuovo progetto per il Parco Urbano: olio in beneficenza

Particolare il nuovo progetto accolto dal sindaco di Vibo Valentia, per l’oasi del Parco Urbano della città, che consiste nella produzione di olio da donare in beneficenza ai bisognosi e il cui ricavato verrà utilizzato per la cura dello stesso parco

Parco UrbanoParco Urbano di Vibo Valentia. Una straordinaria oasi di verde costituita prevalentemente da uliveti. Alberi sui quali cresce e matura una cospicua quantità di olive con cui è possibile produrre olio di qualità. Per cui sarebbe stato impossibile da parte dell’esecutivo in carica non condividere la proposta di Cesare Speziale, soggetto affidatario nella gestione della riserva urbana, che ha concordato con l’amministrazione comunale la realizzazione di un singolare progetto consistente, appunto, nella produzione di olio. Olio da offrire in beneficenza a chi in città si occupa di dare aiuti alle famiglie o a persone in difficoltà, olio con il ricavato della vendita del quale sarebbe stato possibile, non solo sopperire alle spese di raccolta e produzione del prezioso nutrimento, quanto poi reperire anche i fondi necessari per acquistare giochi inclusivi da utilizzare nello stesso parco. La proposta a suo tempo definita tra Speziale e l’assessore Katia Franzè, che tra le svariate deleghe oltre a quella principale dell’Urbanistica e del Governo del territorio ricopre anche quella al decoro cittadino ed ai parchi, l’ha immediatamente fatta sua e l’ha conseguentemente proposta al sindaco della città Elio Costa.

Costa con i rappresentanti di parrocchie e associazioniIl primo cittadino l’ha immediatamente accolta con entusiasmo, tanto che nel pomeriggio di mercoledì 28 marzo, nella sala giunta di Palazzo Luigi Razza, l’epilogo del programma ha assunto toni celebrativi. Infatti, alla presenza del vice sindaco Raimondo Bellantoni, degli assessori Katia Franzè e Silvia Riga e del Presidente della IV Commissione consiliare Elisa Fatelli, Costa ha provveduto a consegnare circa 200 litri di olio ai rappresentanti di strutture religiose e associazioni che in città si occupano di aiuti ai bisognosi. A ritirare il dono del Comune per i propri assistiti i responsabili del Duomo di San Leoluca, la parrocchia Sacra Famiglia e l’associazione Sacra Famiglia, la parrocchia di Vibo Marina – Bivona – Longobardi, la parrocchia di Piscopio, quella delle Vene e di Triparni, la Conferenza San Vincenzo De Paoli. Nel corso dell’incontro il sindaco Elio Costa ha illustrato l’iniziativa ai presenti e si è detto  “Compiaciuto di poter contribuire, ancora meglio se nel corrente periodo delle festività pasquali, con questo gesto a chi si prodiga a lenire le pene dei bisognosi”.

Olio del parcoIl primo inquilino di Palazzo Luigi Razza ha anche manifestato apertamente la sua viva “Intenzione di voler rinnovare anche nei prossimi anni di sua gestione questo significativo atto di donazione ampliandolo anche alle altre parrocchie ed associazioni operanti sul territorio. Offerta -ha concluso il primo cittadino- che, sebbene simbolica, intende rafforzare il senso dell’attenzione per gli indigenti e della riconoscenza verso chi nei fatti si prodiga per il bene della comunità”. Nella stessa direzione anche il commento dell’assessore Katia Franzè la quale, dopo aver ringraziato il gestore Cesare Speziale per la realizzazione del progetto e il Presidente della IV Commissione consiliare Elisa Fatelli per il contributo fattivo prestato anche con la realizzazione del logo poi impresso sulle taniche dell’olio, nell’occasione ha voluto esternare la sua soddisfazione sostenendo che “L’iniziativa è stata accolta con vivo entusiasmo e con lo stesso spirito è stata trasmessa ed accolta dall’amministrazione comunale. L’idea –ha proseguito– sebbene rappresenti un granello nel mare della necessità, può certamente considerarsi come l’avvio di un percorso nuovo, quello che vede -ha concluso l’amministratrice- pur in un momento di grande difficoltà economica per l’Ente, l’opportunità di creare all’interno del parco urbano un’area attrezzata di giochi inclusivi per meglio favorire ogni tipo di ospitalità”.