Terrorismo: imam Palermo, sicurezza priorità ma no a crociate contro fedeli (2)

(AdnKronos) – Quindi per l’imam Macaluso “un conto è confiscare una moschea il cui dirigente è un fanatico, un’altra è chiudere tutte quelle moschee in cui magari sono entrate delle mele marce, persone che gli stessi fratelli musulmani non sapevano essere dei fanatici. In questo modo sbrigativamente si penalizzerebbe l’intera comunità”.
E poi si pone un altro problema. Nel caso di un eventuale commissariamento a chi toccherebbe ‘amministrare’ la moschea? “Un organo esterno non islamico che se non ha conoscenze sufficienti non saprebbe come mandare avanti una moschea e gestirla” avverte. La strada per la lotta al terrorismo, allora, passa dal “riconoscimento giuridico dell’Islam, che aspettiamo da 20 anni – prosegue -. L’Italia è l’unico Paese in cui non c’è un’intesa con l’Islam, che è la seconda religione anche da un punto di vista numerico”.
Per l’imam di Palermo se ci fosse “questa intesa con la definizione delle linee guida, dei singoli aspetti del rapporto tra lo Stato e l’Islam” sarebbe più facile arginare “tutto quello che resta nell’ombra”. “Oggi, invece, ci sono moschee nei garage, nei sottoscala – denuncia – e l’ombra anche ‘fisica’ in cui vivono molti fedeli rende più difficile per chi è esterno alla comunità capire cosa succede dentro. Non riusciamo ad avere dei luoghi di culto che siano visibili, in cui si vede chi entra e chi esce, che possano essere soggette al controllo delle forze dell’ordine se lo si ritiene opportuno. Questo agevola i fanatici”.

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