Sicilia: Sgarbi, patti non rispettati, io ‘sgradito’ e costretto ad andare via

Palermo, 16 mar. (AdnKronos) – “Nelle attuali condizioni non sono all’ordine del giorno le mie dimissioni, tema di grande interesse per le cronache, sollecitato dalla dichiarazione dell’assessore Cordaro (rappresentante della giunta all’Ars) il quale ha indicato una scadenza al 27 marzo che non corrisponde né alla costituzione del nuovo governo né alla convalida della mia nomina a parlamentare”. A dirlo è Vittorio Sgarbi, assessore regionale siciliano ai Beni culturali, precisando che “per rispetto delle funzioni e dell’incarico ricordo di aver dichiarato che mi sarei dimesso da assessore soltanto se nominato ministro, come appare logico, mantenendo in quella posizione un rapporto privilegiato con la Sicilia”.
“Prendo atto che, diversamente dagli accordi definiti prima delle elezioni regionali siciliane – prosegue il critico d’arte -, il presidente della Regione e la giunta ritengono che io debba rinunciare all’assessorato in quanto nominato deputato e che, quindi, al di là dei risultati, risulto sgradito. Per questo sono costretto ad accettare una decisione che non è la mia e che in ogni caso risponde a una procedura diversa da quella indicata dell’assessore Cordaro, procedura che ben conosce il deputato Raffaele Stancanelli, già senatore e sindaco di Catania, oltre che persona vicina a Musumeci. Gli uffici della Camera ‘ spiega Sgarbi – mi comunicano che la proclamazione del 23 marzo non coincide con la convalida a deputato, la quale è sancita dalla giunta delle elezioni, ancora non costituita. Si prevede che tale giunta sia insediata e convocata entro i primi giorni di aprile e che, valutato caso per caso, prenda atto della mia incompatibilità e mi conceda, per diritto costituzionale (sulla materia si è pronunciata la Corte proprio sul caso Stancanelli) 30 giorni per scegliere e decidere”.
Secondo Sgarbi, allora, “si potrebbe giungere ai primi di maggio, in singolare coincidenza con la data del mio compleanno e con la fine del mio mandato di assessore a Milano, 10 anni fa, nel 2008, sgradito all’allora sindaco Moratti”.

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