Salute: Andi veneto su rischio radiazioni, apparecchi controllati ogni 2 anni

Venezia, 20 mar. (AdnKronos) – ‘Gli apparecchi radiografici sono controllati con cadenza biennale da tecnici specializzati, che confermano regolarmente che gli apparecchi per radiografie endorali e gli ortopantomografi oggi in uso emettono pochissime radiazioni e i presidi utilizzati negli studi sono assolutamente idonei a proteggere i pazienti. L’esame radiografico viene eseguito seguendo i principi di giustificazione ed ottimizzazione previsti dalla legge 187/2000 ed escluso in particolari situazioni, come ad esempio per le donne in gravidanza o i malati di tumore. Se si viene a conoscenza di uso non necessario, va assolutamente segnalato alle autorità competenti perché intervengano”. Lo sottolinea il presidente di Andi Veneto (Associazione nazionale dentisti italiani), Luca dal Carlo in riferimento alle notizie su un rischio radiazioni negli studi dentistici.
“è corretto sensibilizzare i pazienti affinché richiedano che eventuali tomografie computerizzate (le cosiddette TAC) vengano eseguite solamente in caso di necessità e non come esame di routine preparatorio di una terapia che preveda estrazioni o il posizionamento di impianti nell’osso – spiega – Gran parte degli impianti possono essere eseguiti senza esami di secondo livello (Tac), che hanno invece indicazione alla prescrizione nel caso in cui il dentista, dopo aver visitato il paziente, si renda conto che le informazioni desumibili da esami radiografici di primo livello (radiografie endorali e ortopantomografie) non siano sufficienti”.
“Guardiamo con preoccupazione alle molte pubblicità presenti su internet e diffuse anche con il porta a porta, nelle quali si pubblicizzano protocolli terapeutici a basso costo con impianti, lasciando intendere che i pazienti vengano indiscriminatamente sottoposti a esami di secondo livello. Questo rappresenta un abuso del presidio diagnostico che dev’essere impedito, soprattutto se il paziente viene sottoposto all’esame senza una visita preliminare da parte di un dentista regolarmente abilitato, che ne giustifichi la prescrizione. Oltre a tutto, gli esami diagnostici, tanto più quelli radiografici, non devono sostituire il dentista nella diagnosi, ma supportarlo nel completare la diagnosi che ha impostato”, conclude.

Adnkronos