Reggio Calabria, morte Don Nuccio Santoro: il ricordo del Circolo Culturale “L’Agorà”

don Antonio Santoro

Morte Don Nuccio Santoro, il ricordo del Circolo Culturale “L’Agorà”

don Antonio Santoro“Correva l’anno 2001 quando, a seguito dell’adozione dei resti archeologici, in concerto con la Soprintendenza alle Antichità della Calabria, della Chiesa normanna in San Giorgio Intra, si effettuava un reportage fotografico a riguardo tale area per svilupparne la programmazione culturale. In quella occasione ricordo che si avvicinò una persona gentile che propose al Circolo Culturale “L’Agorà” di poter usufruire dei locali della saletta annessa alla Chiesa di San Giorgio al Corso: era Don Nuccio Santoro. Da quel momento e dalla data della prima manifestazione (29 marzo dello stesso anno) ebbe inizio una proficua collaborazione e di stima interpersonale con il parroco, l’uomo, il professore (allora docente di Religione per moltissimi anni presso l’Istituto Industriale “Antonio Panella” della nostra Città”. Lo afferma in una nota Giovanni Aiello del Circolo Culturale “L’Agorà”.

“Molte le occasioni di confronto su variegate argomentazioni, così come le etereogenee conversazioni culturali ospitate sia presso la saletta che nell’area perimetrale del cortile adiacente la Chiesa di San Giorgio. Non solo momenti culturali ma anche di ricordo, come la celebrazione religiosa per i martiri ungheresi del 1956 officiata proprio da Don Nuccio Santoro nel 2006. In quella occasione ebbe a dire: «Questa sera  si è voluto dedicare questa Santa Messa ai martiri ungheresi, preghiamo per loro e facciamo memoria, ricorderemo qualche episodio che riguarda in particolare la Chiesa, in modo tale che non dimentichiamo, preghiamo e facciamo anche tesoro  delle esperienze anche negative della storia». Il sacerdote, pensando alla Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo rammentò ai fedeli che le  sofferenze nella luce della fede si uniscono alle sofferenze di Cristo e proprio da quella occasione l’Associazione ricorda con gratitudine quanto lo stesso ha fatto sia per l’opera spirituale verso i bisognosi ed i fedeli parroccchiani che per la cultura”.