Reggio Calabria, D’Ascoli: “Berlusconi e Tajani ascoltino questo bisogno urgente di cambiamento. Forza Italia si sta autodistruggendo”

siclari forza italia Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggio Calabria, D’Ascoli (FI): “Berlusconi e Tajani ascoltino questo bisogno urgente di cambiamento. Forza Italia si sta autodistruggendo”

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Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

“Con la fuoriuscita di Alessandro Nicolò da Forza Italia si registra un altro passo deciso del processo di autodistruzione che sta travolgendo il nostro movimento, e oggi come non mai chi ha delle responsabilità è messo di fronte ad una grande e innegabile evidenza”. E’ quanto dichiara in una nota il Consigliere Comunale di Reggio Calabria per Forza Italia e membro del Coordinamento Provinciale di FI Reggio Calabria Giuseppe D’Ascoli. “Non si può più fare finta di nulla – continua D’Ascoli –  siamo ben oltre il campanello d’allarme, quando una colonna del nostro Partito da oltre vent’anni, dirigente storico e rappresentante istituzionale di primo livello getta la spugna dopo aver tra l’altro ricevuto quel trattamento che tutti ricorderanno in occasione delle ultime elezioni politiche, vuol dire che il punto di non ritorno è stato ampiamente superato. Basta riavvolgere il nastro di qualche tempo per capire che il declino inesorabile a cui il nostro Partito è andato incontro in Calabria ha delle connotazioni molto ben definite e delle responsabilità chiare e precise. E mi riferisco ovviamente a quelle della coordinatrice regionale Santelli, che da quando è alla guida di quello che in Calabria era un Partito vivo e vincente, ha ridotto tutto in brandelli, muovendosi come un elefante in una cristalleria. Dividere i territori, allontanare chi ha dato l’anima per Forza Italia e umiliare storie politiche e personali, ecco quali sono state le linee guida di questi anni di lavoro della nostra coordinatrice Regionale. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Alessandro Nicolò è il terzo vice segretario regionale a lasciare il Partito, dopo Pino Galati e Wanda Ferro, per non parlare del caos dei Consiglieri Regionali, con il gruppo di Forza Italia ridotto al lumicino, o dei tantissimi Sindaci e amministratori locali che hanno preferito cambiare aria quando la nostra è diventata irrespirabile, cito ad esempio il caso del Comune di Reggio Calabria, città più popolosa della Regione, dove mentre ad inizio della Consiliatura eravamo in sei a comporre il gruppo di Forza Italia ora siamo rimasti solamente in due”.

Non c’è un lembo di Calabria – aggiunge D’Ascoli – che non sia stato travolto da questa onda distruttrice, un solo territorio dove non si sia registrato una qualche diatriba imputabile a questa gestione basata sull’improvvisazione e non penso di esagerare dicendo che un esodo del genere non ha precedenti nella nostra storia. Se solo si fossero fatte scelte diverse invece, staremmo parlando, anche adesso, di un’altra storia e non credo che qualcuno possa dire il contrario se sostengo, con grande rammarico, che un gruppo dirigente più esperto e capace avrebbe sicuramente portato Forza Italia, anche in queste elezioni, a raggiungere ben altri traguardi. La nostra guida a trazione cosentina invece si è limitata a beneficiare dei risultati altrui, millantando numeri e record e continuando a occultare una situazione che più che esplosiva è definitivamente esplosa. Cos’altro deve succedere mi chiedo, caro Presidente Berlusconi, caro Presidente Tajani, perché si ponga un freno a questo disastro che rischia di non lasciare neanche macerie utili a ricostruire qualcosa? Come pensiamo veramente di poter rispondere alle esigenze di cambiamento che la nostra gente ci chiede quando siamo ancora legati a chi guida un Partito nascondendo la polvere sotto il tappeto? Cosa manca allora per far si che questa musica suonata da un disco rotto cambi definitivamente? E’ evidente a tutti –conclude D’Ascoli – e mi auguro che questo allarme venga colto in tutta la sua urgenza e gravità, che non c’è alternativa, non c’è compatibilità e soprattutto non c’è più tempo perché di certo quella che sta per finire è la pazienza, quella pazienza di chi instancabilmente ha lavorato e lavora per tenere in piedi la propria casa ma ogni giorno vede franare intorno a se un piccolo pezzo sotto i colpi di chi invece ha l’obiettivo di abbatterla”.