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Emessi oggi alle Poste 4 francobolli dedicati al “genio femminile italiano” [FOTO e INTERVISTA]

  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
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Alle Poste Italiane emessi 4 francobolli appartenenti alla serie “Le Eccellenze italiane del Sapere” dedicati a Maria Gaetana Agnesi, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, Eva Mameli Calvino, Ada Negri

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Oggi, 8 marzo, sono stati emessi dal Ministero dello Sviluppo Economico, quattro francobolli ordinari appartenenti alla serie “Le Eccellenze italiane del Sapere” dedicati al genio femminile italiano: Maria Gaetana Agnesi, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, Eva Mameli Calvino, Ada Negri del  valore di € 0,95 ciascuno. I francobolli, del valore di € 0,95 ciascuno,  sono stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. I bozzetti sono a cura del Centro Filatelico della Direzione Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, per i francobolli dedicati a Maria Gaetana Agnesi e a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia; Fabio Abbati per il francobollo dedicato a Eva Mameli Calvino; Claudia Giusto per il francobollo dedicato ad Ada Negri.

Le vignette raffigurano quattro donne italiane che si sono distinte nelle arti, nelle scienze e nella cultura, e in particolare:

  • una versione colorata a mano da Sheila Terry di un’incisione, risalente alla seconda metà del Settecento di autore anonimo, che ritrae la celebre matematica Maria Gaetana Agnesi, delimitata, in basso della riproduzione della curva algebrica denominata “ versiera Agnesi”;
  • l’opera pittorica di Sebastiano Bombelli denominata “Ritratto di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia”, esposta nel Museo Palazzo D’Arco in Mantova; in basso a destra, è raffigurata una corona di alloro, a rappresentare che l’illustre erudita è stata la prima donna nel mondo a conseguire una laurea;
  • un ritratto pittorico della botanica e naturalista Eva Mameli Calvino, affiancato alla pianta in fiore “Fumaria”, argomento del suo primo studio pubblicato nel 1906;
  • un ritratto a matita della poetessa e scrittrice Ada negri con un libro aperto in primo piano e  sullo sfondo i titoli di alcune sue opere.

I francobolli ed i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi, sono disponibili negli Uffici Postali, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it. E’ stato inoltre realizzato un folder, in formato A4 a tre ante, contenente i quattro francobolli e quattro cartoline affrancate ed annullate.

Scrive in merito alle emissioni di oggi, Maria Bianca Farina Presidente di Poste Italiane:

“E’ per me un onore presentare, in occasione della giornata internazionale della donna, l’emissione di 4 francobolli dedicati al genio femminile italiano, che costituiscono l’avvio di una serie tematica condivisa con il Ministero dello Sviluppo Economico. Un onore particolare per me, donna, presidente della più femminile, sin dalla sua nascita nel 1862, tra le grandi aziende italiane. Inizialmente assunte dalle Regie Poste come telegrafiste e telefoniste, oggi le donne rappresentano il 53% dei dipendenti dell’azienda. Le direttrici di uffici postali sono ben 7.000 su un totale di 12.800 circa. La prima emissione in Italia dedicata all’8 marzo risale al 2011 per celebrare il centenario della prima festa europea della donna in Europa con un francobollo raffigurante tre volti allineati ad indicare somaticamente la donna caucasica, asiatica e africana. Ma voglio anche ricordare che il primo francobollo in assoluto, emesso dalle poste inglesi nel 1840, il famosissimo Penny Black, raffigurava proprio una donna, la Regina Vittoria. Oggi, 8 marzo 2018, celebriamo 4 grandi donne, nate in periodi diversi, che si sono distinte in svariati campi della cultura e della scienza, motivo di vanto e orgoglio per noi donne e per noi italiani tutti. ln piena era digitale, ne affidiamo la memoria ai francobolli, piccoli rettangolini cartacei che sanno raccontare la storia di un Paese, dei suoi usi e costumi e tramandano ai posteri le immagini dei personaggi che vi sono riprodotte rendendoli immortali.

Maria Gaetana Agnesi, considerata una delle più grandi matematiche di tutti i tempi, nasce il 16 maggio 1718 da un’agiata famiglia della borghesia milanese. Da giovane studia le scienze matematiche, dedicandosi al contempo alla meditazione spirituale e allo studio delle lingue. A soli 9 anni, la Agnesi recita a memoria un’opera scritta dal suo istitutore, l’abate Niccolò Gemelli, da lei stessa tradotta dall’italiano in latino.  Nota in tutta Europa, scrive da sola un manuale di algebra, geometria cartesiana e calcolo infinitesimale, che è il primo testo di matematica pubblicato da una donna. Nel 1748 pubblica i due volumi delle “Istituzioni analitiche per uso della gioventù italiana”, dove illustra tra l’altro la curva geometrica da lei battezzata “Versiera”. Nello stesso anno è aggregata all’Accademia delle scienze di Bologna. Muore il 9 gennaio 1799, ma il suo nome non smette di brillare: nel 1991 viene assegnato il suo nome ad uno dei crateri del pianeta Venere. Di lei Goldoni scrive nella sua commedia “Il medico olandese” del 1827: “Stupitevi piuttosto, che con saper profondo prodotto abbia una donna un sì gran libro al mondo. ( … ) Donna illustre, sapiente, che onora il suo paese”.

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, ricordata come la prima donna laureata al mondo, nasce il 5 giugno 1646 a Venezia da una famiglia nobile. Ginevra Canonici Fachini, nel suo volume del 1824 dedicato alle “donne italiane rinomate in letteratura” così la descrive: “Studiò le lingue greca, latina, ebraica, spagnola, francese, ed un poco l’arabica. Conobbe la filosofia, la matematica, la teologia, l’astronomia, e fu laureata nel duomo di Padova nel 1678. Fu dotta altresì nella musica e s’accompagnava cantando i suoi versi. Va annoverata fra le più illustri donne italiane ( … )   Meriterebbe, oltre alla laurea in filosofia, anche la laurea in teologia, ma le viene negata in quanto donna. Il titolo di dottoressa in filosofia, ottenuto a 32 anni, resta negli annali: alla discussione della tesi partecipa una folla tale – c’è chi parla di migliaia di persone – da costringere la commissione a cambiare aula. La sua grande gioia durerà però poco: di salute cagionevole, si spegne a soli 38 anni il 26 luglio 1684. Una statua a lei dedicata si trova nel portico di Palazzo del Bo, sede del Rettorato dell’Università di Padova. 

Eva Giuliana Mameli Calvino, ricordata come la prima donna a conseguire la libera docenza, nasce il 12 febbraio 1886 a Sassari da una famiglia di agiata borghesia. ln tempi in cui alle donne è ancora preclusa o quasi l’istruzione, frequenta il liceo pubblico, tradizionalmente “riservato” ai maschi, e poi l’università. Si laurea in Scienze naturali a Pavia lavorando come ricercatrice e nel 1915, prima donna in Italia, consegue la libera docenza in Botanica. Dal matrimonio con Mario Calvino, nasce a Cuba il primogenito Italo Calvino. Tornata in Italia – portando per la prima volta nel nostro paese palme, pompelmi e kiwi –  vince la cattedra di Botanica a Cagliari. Muore a 92 anni a Sanremo il 31 marzo 1978. La sua bibliografia annovera qualcosa come 200 pubblicazioni. Il figlio, lo scrittore Italo, che da lei apprende precisione, chiarezza e serietà, la definisce “la maga buona che coltiva gli iris”.

Ada Negri, la prima scrittrice italiana proveniente dalla classe operaia, ricordata anche per essere stata ammessa, prima donna, all’Accademia d’Italia, nasce a Lodi il 3 febbraio 1870 da padre manovale e madre tessitrice. Dopo essersi diplomata e ottenuto un posto di insegnante a Motta Visconti (Pavia), inizia di notte a comporre poesie e a spedirle ai giornali, finché la giornalista Bisi Albini, che incuriosita va a trovarla, scrive un articolo sul Corriere della Sera: da quel momento arriva un successo inaspettato e inarrestabile, malgrado molti detrattori le rimproverino l’amicizia giovanile con Mussolini. Dopo la caduta del fascismo, comunque, conosce un lungo periodo di emarginazione dai circoli culturali e solo molti anni dopo la sua morte, l’11 gennaio 1945, si è avuta una riscoperta delle sue opere. Molti dei suoi scritti, che risentono dell’influenza di due grandi autori come Giosuè Carducci e Gabriele D’Annunzio, affrontano temi di forte denuncia sociale. Una curiosità, infine: dopo il primo libro di poesie, Fatalità, del 1892, viene nominata professoressa presso la scuola normale Gaetana Agnesi di Milano.