Pd: slitta indicazione capigruppo, minoranze chiedono collegialità

Roma, 22 mar. (AdnKronos) – Non ci sarà l’indicazione dei nomi dei nuovi capigruppo nella riunione di stasera dei parlamentari Pd. Tutto rinviato alla prossima settimana, lunedì o martedì. Al momento non ci sarebbero le condizioni per concordare una linea unitaria ed evitare la conta nei gruppi. I renziani insistono sulla coppia Lorenzo Guerini-Andrea Marcucci. Le minoranze e un pezzo della maggioranza, l’intervista di Luigi Zanda di oggi la conferma, chiedono maggiore discontinuità. In mezzo il reggente Maurizio Martina alla ricerca di una sintesi.
Ieri sera, la riunione dei big al Nazareno è stata disertata da Matteo Renzi e i suoi fedelissimi. E stamattina è partito il fuoco di fila dei renziani contro il ‘caminetto’ convocato da Martina che oggi però, nella sede del Pd, ha avuto un faccia a faccia con Luca Lotti. Alla Camera intanto Andrea Orlando e Gianni Cuperlo hanno riunito i parlamentari di area per riferire della riunione di ieri sera e ribadire che nell’indicazione dei nomi per capigruppo, uffici di presidenza dei gruppi e quindi, sul versante istituzionale, di vicepresidenti e uffici di presidenza di Camera e Senato “andrà messo in pratica quel principio di collegialità che la segreteria Martina sta recuperando”.
La conta, minacciata dai renziani, sarebbe rischiosa, dicono. Sulla carta i numeri sarebbero a favore dell’ex-segretario ma, avvertono dalle minoranze, “la situazione è molto fluida e se si andasse a un conta il rischio di spaccare il gruppo è concreto”. Stasera quindi la riunione degli eletti dem dovrebbe concentrarsi essenzialmente sulla partita delle presidenze delle Camere lasciando fuori le questioni interne ai gruppi. Il punto verrà fatto da Martina che introdurrà la riunione dei parlamentari.

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