Palermo: nuovo appello disperato madre ragazzino scomparso 26 ani fa ‘Chi sa parli’ (3)

(AdnKronos) – E si rivolge direttamente al ragazzino scomparso: “Quindi, Salvatore io sono la tua mamma mi chiamo Carmela La Spina e tuo papà si chiama Antonino Colletta, tu sei scomparso all’età di 15 anni da Casteldaccia a casa hai 4 fratelli di nome Ciro (a cui eri molto legato perché eri sempre con lui , ti piaceva giocare con lui al pallone e siete coetanei), poi c’è Maurizio, Massimo, Alessandro e 2 sorelle di nome Caterina che al momento della tua scomparsa aveva 2 anni e Mariagrazia che non ti ha conosciuto perché è nata dopo due anni. Se ricordi tifi per la tua Juventus che quando segna un goal tu sei talmente felice che ti metti a gridare insieme a Ciro dall’allegria”.
“è assurdo che una famiglia che già vive nel dolore di non sapere cosa sia accaduto al proprio caro debba aspettare un anno e due mesi per un esito di un DNA per dei resti ritrovati a Roccamena, la legge ci dovrebbe tutelare e invece agisce sempre con una certa lentezza e superficialità. Ancora oggi attendiamo quest’esito ed è vergognoso – dice ancora la donna che non nasconde la sua disperazione – Dopo 26 anni la mia fiducia nelle istituzioni, nelle forze dell’ordine e nella legge sta via via perdendo importanza perché tutto ciò che poteva essere fatto dal principio non è stato fatto e se è stato fatto è stato fatto male perché ad oggi io penso che oltre la pista nomade che meritava più importanza rispetto a quella mafiosa che di fatto non ci ha portato a nulla credo che ci sia qualcuno che sa e la legge non è stato in grado di sapere chi sia e cosa sappia”. “Ancora una volta mi rivolgo a queste persone che sapranno qualcosa di importante e che oggi sono grandi e hanno una famiglia e dei figli alle spalle vi chiedo di mettervi al mio posto di mamma che soffre da 26 anni e che aspetta la verità – dice nel suo appello – mettetevi una mano sul cuore e parlate dicendo tutto ciò che sapete perché anche il minimo particolare può essere importantissimo per noi e per chi indaga. Se avete timore di essere identificati dateci notizie anche in forma anonima con una lettera, una chiamata alle forze dell’ordine o al mio numero personale”
E conclude: “Questa assenza di notizie ci toglie la voglia di vivere perché andare avanti in questo modo è davvero pesante e difficile. Ad oggi le indagini sono in corso, per questo mi appello alla procura in modo che prenda davvero a cuore il caso di mio figlio e che capisca che abbiamo bisogno davvero di aiuto, non fate in modo che per voi sia solo lavoro perché dietro al vostro lavoro c’è la sofferenza di un intera famiglia, la sofferenza dei sei fratelli di Salvatore, dei suoi genitori, dei nipoti che oggi sono piccoli e non conoscono il proprio zio e non possono viverlo ed io cosa gli dirò ? Che non ho risposte? L’assenza di Salvatore ha segnato la vita di tutta la sua famiglia e ci procura sofferenze quotidianamente per questo chiedo a voi giudici, carabinieri, polizia fate tutto ciò che potete per aiutarci”.

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