P3: Verdini a Calabresi, indignato per mancanza notizia mia assoluzione

Roma, 17 mar. (AdnKronos) – “Il suo giornale ha usato politicamente una vicenda giudiziaria, senza alcun rispetto della presunzione di innocenza. In un crescendo rossiniano mi ha dipinto per giorni, settimane, mesi ed anni come un autentico mostro di Firenze circondato, guarda caso, da compagni di merende. Eppure, sarebbe bastato seguire qualche udienza di due anni di dibattimento, farsi un’idea diversa. Ma sono un uomo di mondo, e so da tempo che, non solo nei miei confronti, per una inveterata abitudine della stampa italiana le accuse delle Procure diventano sentenze preventive, anzi definitive, di condanna, e i processi si svolgono sui giornali prima che nelle aule di tribunale. Questa è purtroppo la regola, e non mi scandalizzo. Ma, caro direttore, quello che invece mi indigna è che oggi sul suo quotidiano non ho trovato una sola riga sulla mia assoluzione dall’infamante accusa di aver fatto parte attiva delle trame di una loggia segreta”. Lo scrive Denis Verdini in una lettera al direttore de ‘La Repubblica’, Mario Calabresi.
“è stato riconosciuto da una sentenza -aggiunge- che avete scritto una montagna di spazzatura e non avete avuto il coraggio di scrivere che io con la P3 non c’entro nulla e che ‘semmai fosse esistita’ è stata composta da tre signori, uno dei quali peraltro deceduto. Credevo di avere il diritto di leggerlo su un quotidiano che ha speso fiumi di inchiostro quando si trattava di descrivere minuziosamente, con articoli e commenti, le accuse che mi venivano rivolte e che usava quelle accuse per fare politica. Credevo che voi aveste il dovere di farlo”.

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