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Movimento 5 Stelle, eletti 227 deputati e 112 senatori: il partito adesso cambia le regole sui rimborsi

Fabio Cimaglia/LaPresse

Movimento 5 Stelle, oggi Di Maio ha incontrato i 339 eletti in parlamento

Fabio Cimaglia/LaPresse

Fabio Cimaglia/LaPresse

Sono 339, alla fine, i parlamentari M5s neo eletti (227 deputati e 112 al Senato) che si sono ritrovati al Parco dei Principi per la prima assemblea con il leader, Luigi Di Maio. E sono tutti ‘blindati’: nessuno parla con i giornalisti, la maggior parte arriva e riparte a bordo di taxi collettivi a gruppi di quattro, mentre gli altri, stipati dietro le porte girevoli d’ingresso dell’albergo, aspettano pazientemente il loro turno. Nessun rischio di ‘scivoloni’ verbali, in questo modo. Prima della riunione e’ un via vai continuo di volti per lo piu’ sconosciuti. A un certo punto passa in auto (car sharing) il piu’ noto Giorgio Sorial, deputato uscente ma non rieletto. “Cosa faccio qui? Passo, sto andando alla Camera per sbrigare le ultime cose”, risponde alla cronista. Dispiaciuto di non esserci di nuovo? “No, no, mi vedi, sto benissimo”, assicura sorridente. Tra i volti noti ricompare anche la deputata Giulia Sarti che si era autosospesa per la vicenda ‘Rimborsopoli’ e che adesso invece e’ rientrata, tanto che partecipa pure lei all’assemblea. E tra le novita’ c’e’ proprio quella relativa alla modifica del sistema delle rendicontazioni: la raccolta degli scontrini va in soffitta e da ora in poi i 5 stelle dovranno restituire una quota fissa, a forfait. Ma i dettagli ancora non sono stati resi noti dai due capigruppo, indicati oggi da Luigi Di Maio e che dovranno poi essere eletti dai rispettivi gruppi parlamentari: Danilo Toninelli per il Senato e Giulia Grillo per la Camera. L’assemblea e’ durata poco piu’ di tre ore e Di Maio e’ rimasto solo per un’ora: il tempo di motivare il gruppo e di convincerlo che con il 32% ottenuto alle elezioni “dovranno passare per forza da noi” per fare un governo. Ripetendo la linea del ‘no’ a inciuci, se, ha ipotizzato, nascesse un governo Pd-FI-Lega allora “prendete i popcorn perche’ a quel punto il nostro consenso salira’ ancora”. La linea ufficiale e’ sempre quella del “dialogo con tutte le forze politiche, nessuna esclusa”. Finito l’incontro, per Di Maio e fedelissimi e’ ancora tempo di riunioni al comitato elettorale di via Piemonte. Poi sara’ il tempo dell’attesa: lunedi’ ci sara’ la Direzione del Pd e i pentastellati la seguiranno con attenzione per capire, in questa difficile partita a scacchi, quale possa essere la mossa migliore da fare subito dopo.