Messina, Amam e l’ira di De Cola contro De Luca: “Resi pubblici documenti interni”

Messina, De Cola contro De Luca: “documenti interni  diventati pubblici senza una regolare richiesta di accesso agli atti. Pronti ad agire in sede giudiziaria per la sanzione da 30 mila euro”

sergio-de-colaNon si è fatta attendere la replica  De Cola sul caso dei 30 mila euro di multa al Comune di Messina per prelevamento abusivo dalle sorgenti di Fiumefreddo, denunciato da Cateno De Luca.  L’assessore è intervenuto per smontare ogni “inutile allarmismo” del candidato a sindaco di Messina alle prossime elezioni, dichiarando che quando già detto da De Luca corrisponderebbe nei fatti a quanto già esposto dall’Amministrazione comunale lo scorso 31 dicembre:  “tutte le procedure per il rinnovo della concessione sono avviate da tempo (molti mesi prima della conferenza stampa dell’onorevole De Luca)- ha dichiarato De Cola- e  sulla scorta dei pareri legali si è  in procinto di impugnare in sede giudiziaria la sanzione di 30.000 € per presunto esercizio abusivo dell’attività di derivazione delle acque, in quanto  in contrasto con la norma e con il disciplinare che accompagna la concessione”. L’assessore spiega poi il motivo per cui  il Comune finora non ha reagito in via giudiziaria: “La sanzione- spiega- è inoltre priva di fondamento giuridico in quanto ne’ prima ne’ dopo la presentazione della istanza di rinnovo il Comune è stato diffidato a sospendere la derivazione. Per questo non ha reagito subito in via giudiziaria”. Relativamente alle interpretazioni fatte sullo statuto di Amam– ha proseguito l’assessore- sfugge probabilmente all’onorevole De Luca il complessivo quadro normativo di riferimento che, differentemente da quanto da lui affermato, indica chiaramente come le azioni poste in essere dall’Amministrazione siano corrette. Stupisce- ha concluso De Cola che documenti interni siano diventati pubblici senza che ci sia stata una regolare richiesta di accesso agli atti ma a 2 mesi dalle elezioni molte cose possono comprendersi ma certamente non giustificarsi”.

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