Mafia: legale Mori, processo trattativa è bufala senza prove (2)

(AdnKronos) – E ricorda ancora che l’arresto del boss Totò Riina, avvenuto il 15 gennaio del 1993, “non era frutto di un accordo”, “ma era dovuto ai generali Mori e Subranni del Ros. Tanto è vero che Bernardo Provenzano e Leoluca Bagarella avrebbero voluto vendicare l’arresto sequestrando e uccidendo il capitano ‘Ultimo’ dei Ros che lo aveva arrestato. Sicché credo che il torto degli ufficiali dei carabinieri sia quello di avere fatto sempre il loro dovere e di non essere stati ammazzati, non solo fisicamente, ma anche ‘mascaridandoli’ e oltraggiando il loro onore e la loro dignità. Ecco, per me questa è una vendetta di Riina. Il capomafia un questo processo si è vendicato, vedendo che sul banco degli imputati ci sono anche i due ufficiali dei carabinieri che lo hanno arrestato e sentendo le oltraggiose accuse a loro carico”. E per chiudere con una ulteriore critica alla Procura: “Abbiamo messo in fila i fatti citati dal’accusa, li abbiamo messi in fila, noi abbiamo agito per la ricerca della verità senza paura anche quando siamo stati isolati, quando nessuno ci ha difeso. Questo presunto isolamento della procura di cui parlava in requisitoria il pm Di Matteo non risponde a verità dei fatti. Qui se c’era qualcuno che è rimasto solo, quello sono io”.

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