Innovazione: acquisizioni e corsi, Talent Garden sfida giganti coworking

Milano, 30 mar. (AdnKronos) – Da Brescia a Palo Alto in sette anni. Talent Garden ci è riuscita e ha chiuso l’esercizio 2017 raddoppiando il fatturato a nove milioni di euro, ma sa già che quest’anno non potrà replicare, ‘accontentandosi’ di una crescita intorno al 50%. Come mai? “Il paradosso è che ci mancano gli spazi per farlo. Quelli che apriremo quest’anno ci faranno fare il salto tra 2019 e 2020, quando triplicheremo le nostre dimensioni”. Davide Dattoli, ceo e fondatore della società di coworking nata nel 2011 a Brescia che è riuscita a fare del networking un business, da un anno vola per tutto il mondo in cerca di accordi e collaborazioni. Ci è riuscito con Copenhagen, con Dublino, con Vienna, ed entro l’anno aprirà un hub nientemeno che nella Silicon Valley dove, scelto dalla Cdp per concretizzare un suo progetto, porterà le pmi italiane in cerca di “contaminazioni eccellenti”.
La sua creatura, nata come centro per aggregare startup e giovani talenti, oggi aspira a diventare il player europeo tra i due colossi dell’Ovest e dell’Est, l’americana WeWork, che capitalizza 23 miliardi di dollari, e la cinese UrWork, che ne capitalizza 2 ma è pur sempre un gigante. “A livello europeo c’è molta frammentazione e noi cercheremo di aggregare le piccole realtà sul mercato”, spiega Dattoli, 28 anni, in un’intervista all’Adnkronos. La quotazione in Borsa si farà, ma non quest’anno. “Abbiamo deciso che prima faremo un altro round di finanziamento per aumentare ancora di più le nostre dimensioni”. Il ‘quantum’ non è ancora stato deciso, ma sarà superiore ai 12 milioni raccolti nel 2016, che hanno sancito l’ingresso di alcune famiglie di imprenditori guidate da Giovanni Tamburi dando la spinta all’internazionalizzazione.
La spinta sui ricavi arriverà dalla formazione, che oggi pesa per il 25% nel fatturato insieme a coworking (50%) ed eventi. Lo dicono i numeri: “Nell’ultimo corso di formazione dedicato alla Digital transformation nel Made in Italy abbiamo ricevuto 2.500 richieste per venti posti disponibili”, rivela Dattoli, che, ispirato dai bootcamp americani, ha portato in Italia percorsi di formazione intensivi, di poche settimane, rivolte sia agli studenti che alle aziende. Il tasso di occupazione di chi li segue è del 98%, in Italia, a tre mesi dal corso.

Adnkronos