Innovazione: acquisizioni e corsi, Talent Garden sfida giganti coworking (2)

(AdnKronos) – “Le scuole di formazione presenti in Italia – sottolinea il giovane imprenditore – non si erano ancora attrezzate sui settori dell’innovazione. Noi abbiamo deciso di importare il modello dei bootcamp e di formare le persone su quello di cui c’è bisogno oggi, su quello che le aziende cercano”. Ad esempio, lo sviluppatore di software, l’esperto di digital marketing o della user experience. “Ci sono ragazzi che vorrebbero venire da noi ma vengono sconsigliati dai genitori che preferirebbero percorsi ‘classici’ per loro. Ma le università continuano a formare migliaia di avvocati quando solo il 30 per cento di loro trova lavoro: la vera sfida – dice Dattoli – è cambiare questo paradigma”.
Solo Talent Garden dà lavoro a 100 persone, il 60 per cento donne con un’età media di 30 anni. “Raddoppiamo di anno in anno: a gennaio 2017 eravamo in 50, nel 2016 in 25. Si è creato un team molto forte e vogliamo raddoppiare anche per i prossimi cinque anni, provando a costruire davvero qualcosa di grande per le aziende italiane”. Dattoli non è d’accordo con le prospettive catastrofiche di chi dipinge un mondo di disoccupati a causa dello sviluppo della robotica. “La sproporzione tra l’offerta e la domanda di posti nel mondo della tecnologia è già altissima e la tocchiamo con mano quotidianamente. Se è chiaro cosa può succedere nei prossimi tre-cinque anni, cosa succede tra i prossimi cinque-dieci anni è inimmaginabile. Ci saranno nuove professioni, l’importante è conoscere e capire che la sfida culturale è immediata, non più rimandabile”.
Se le aziende e i cittadini hanno iniziato a capirlo, un po’ meno lo sta facendo la politica. “L’argomento innovazione è poco considerato ma è da lì che nascerà una parte importantissima del Pil dei prossimi cinque anni. Come lo sta capendo il mondo produttivo, lo deve capire anche la politica, attuando una strategia di lungo termine”.

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