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Governo, tra Di Maio e Salvini prove generali di accordo: ecco cosa si sono detti al telefono i leader di Lega e M5S

di maio salvini

Governo, telefonata tra Salvini e Di Maio: prove generali di accordo? Ecco cosa si sono detti i due leader

di maio salviniSi apre la partita per la presidenza delle Camere. A 10 giorni esatti dal voto, sono iniziati i primi contatti tra le forze politiche. Nel tardo pomeriggio, e’ stato il leader della Lega Matteo Salvini a sbloccare la situazione – all’indomani del vertice di palazzo Grazioli nel quale ha ricevuto il mandato dagli altri esponenti di centrodestra – con una telefonata al capo politico di M5s Luigi Di Maio oltre che al segretario reggente del Pd Maurizio Martina e al leader di Leu, Pietro Grasso. Ma politicamente e’ la telefonata con l’altro vincitore delle elezioni ad avere un ruolo di primo piano: Di Maio, come ha raccontato subito dopo su Facebook, ha messo in chiaro con Salvini che dal momento che “il Movimento 5 Stelle e’ la prima forza politica del paese con il 32% dei voti” per M5s “questa volontà e’ sacrosanta e vogliamo che venga rispecchiata attraverso l’attribuzione al Movimento della presidenza della Camera dei Deputati“.

Una richiesta precisa in riferimento alla quale Salvini, invece, non ha detto nulla nella nota ufficiale che la Lega ha diramato subito dopo la telefonata. E si e’ limitato a dire che quello con Di Maio e’ stato “un primo contatto, franco e cordiale, durante il quale i due hanno concordato sulla necessita’ di confrontarsi sulle presidenze delle due Camere nel rispetto del voto degli italiani“. Nulla di piu’. Questo potrebbe aprire alla possibilità di un presidente leghista al Senato, e il nome in pole sarebbe quello di Roberto Calderoli. Mentre per la Camera, per M5s, oltre al nome di Roberto Fico indiscrezioni indicano quello di Riccardo Fraccaro. Anche da fonti M5s, la telefonata viene definita “cordiale” e, ha spiegato Di Maio su Fb, entrambi hanno ammesso la vittoria delle due forze politiche: “Salvini ha riconosciuto il nostro straordinario risultato – ha raccontato il pentastellato – anche io ho riconosciuto il successo elettorale ottenuto dalla Lega”. Punto di contatto tra M5s e Lega e’ quello relativo alla battaglia dei vitalizi e degli sprechi della politica. Di Maio ha spiegato che dallo scranno più alto della Camera, i 5 stelle potranno “portare avanti, a partire dall’ufficio di presidenza, la nostra battaglia per l’abolizione dei vitalizi e tanto altro“. E anche Salvini ha sottolineato l’esigenza di “rendere più veloci e trasparenti i regolamenti, tagliare vitalizi e spese inutili sara’ una nostra priorità“.

Salvini, come leader del centrodestra e secondo il mandato ricevuto dagli alleati, ha poi sentito Martina e Grasso ai quali ha espresso l’intento di rendere operativo quanto prima il Parlamento, come precisa ancora la nota. “A nome della coalizione più votata dagli italiani ho ritenuto mio dovere telefonare a Di Maio, Martina e Grasso, per aprire un dialogo sulle presidenze delle Camere per garantire agli italiani che si perda meno tempo possibile e che si rispetti il voto del 4 marzo“, ha spiegato lo stesso segretario leghista. Sia Salvini che Di Maio hanno poi smentito l’ipotesi di un incontro in programma per la prossima settimana. Al momento, tutto via telefono. Di Maio ha infine spiegato che domani i capigruppo in pectore di Camera e Senato, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, “si confronteranno anche con le altre forze politiche” ribadendo che “l’interlocuzione sulle presidenze delle Camere è slegata da ciò che riguarderà la formazione del governo“. Tra le telefonate di Salvini anche quella a Maurizio Martina. E, a quanto si apprende da fonti Pd, la posizione al Nazareno del Segretario reggente rimane ferma a quella espressa in Direzione e verrà ribadita a tutti gli interlocutori: netta separazione tra la scelta delle presidenze di Camera e Senato e i temi di governo. Sulle Camere occorre un confronto istituzionale, trasparente tra tutte le forze parlamentari per individuare figure di garanzia, autorevoli e rappresentative e non invece forzature di parte. Sarà davvero così?