Continua a crescere la filiera italiana del caffè

Sempre in crescita la filiera del caffe, soddisfazione per le torrefazioni del Sud Italia

capsule-caffèSono ancora positivi (e lo sono in misura sempre più evidente) gli ultimi dati relativi alla filiera del caffè italiana.

Particolare soddisfazione per le torrefazioni del Sud Italia, che in modo crescente si apprestano a conquistare ampie fette di mercato nazionale e internazionale, e in particolar modo il segmento delle capsule e delle cialde, le cui vendite continuano a crescere con un ritmo di circa il 20% l’anno dal 2015 ad oggi, mettendo all’angolo i business della moka e dell’espresso macinato.

D’altronde, per avere consapevolezza di quanto sopra introdotto, è sufficiente dare uno sguardo al successo che si sta verificando nel mercato del caffè in cialde compatibili, per opera di alcune case di torrefazione del Mezzogiorno. A titolo di esempio, si può ben menzionare il positivo riscontro delle cialde Borbone e delle capsule Borbone, e delle concittadine (entrambe sono aziende napoletane) produzioni del Lollo caffe e delle cialde Lollo, o ancora delle capsule compatibili Bialetti o della siciliana POP Caffè. Tutte le info sulle migliori marche sul sito https://www.outletcaffe.it

Insomma, un panorama sempre più “vivo” e diversificato, che si appresta a condurre il 2018 con i migliori auspici.

In questo ambito, sembra proprio che le società di torrefazione del Sud Italia siano riuscite a cavalcare nel modo più proficuo la tendenza in corso di consolidamento, che ha reso il caffè in capsula e in cialda un fenomeno globale, l’ideale ponte di collegamento tra la tradizionale passione verso la bevanda scura, e modalità di preparazione rapide e di qualità notevole, a fronte di una competitività economica che regge bene il passo con i tempi.

Dunque, anche se è vero che la struttura del mercato non è affatto frammentata, e che circa i tre quarti del fatturato retail è riconducibile a pochi marchi globali come Nestlè, Lavazza, Illy, Segafredo Zanetti, è anche vero che le società di torrefazione del Sud Italia stanno acquisendo una ribalta sempre crescente e più redditizia, e che nel prossimo futuro potrebbero cogliere a piene mani le proprie soddisfazioni da un mercato che non sembra certamente aver esaurito le proprie carte.

Complessivamente, anche alla luce di quanto sopra sembra potersi ben rammentare come il caffè non sia semplicemente la bevanda più amata dagli italiani, quanto anche un simbolo piuttosto forte della nostra economia. L’espresso italiano (in polvere o in capsule) vale intorno ai 5 miliardi di euro, e il made in Italy gioca in questo contesto un ruolo fondamentale, conducendo in tutto il mondo le proprie caratteristiche di autenticità, qualità e tradizione.

Sempre ragionando in numeri macro, si tenga anche in considerazione come l’Italia è attualmente il secondo importatore al mondo di chicchi di caffè, con un import valutato intorno a 1,4 miliardi di euro, ed è altresì il secondo consumatore di caffè, con 5,65 kg annui pro capite, dietro solo alla Germania. Le torrefazioni lungo tutto lo Stivale sono circa 800, con 7 mila addetti e un fatturato di 3,3 miliardi di euro, di cui oltre un terzo (1,2 miliardi di euro) frutto dell’export.