Elezioni, ecco i nuovi sondaggi 10 giorni dopo il voto: boom Salvini porta la Lega oltre il 22%, crolla Forza Italia [DATI]

Elezioni, ecco i nuovi sondaggi: il M5S sale di poco, boom Salvini, male Forza Italia, i “piccoli” calano drammaticamente

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Sorprese e conferme nei primi sondaggi post voto del 4 marzo. La legge elettorale concepita dall’accordo tra Pd, Lega e Forza Italia non ha portato ad una maggioranza reale all’interno di Camera e Senato: la confusione regna sovrana e si profila un accordo tra M5S e Salvini (primo e terzo partito in Italia). In realtà a vincere formalmente le elezioni (ma non con i numeri) è stata la coalizione di Centro/Destra, seppur senza una maggioranza chiara. Dal giorno dopo sono sembrate chiare le diverse visioni: Salvini guarda a Di Maio, Berlusconi al Pd, Fdi è ferma al palo e probabilmente, in qualsiasi ipotesi, farà opposizione. Ai margini il Pd, alle prese con problemi interni dopo le dimissioni di Renzi, che farà sicuro opposizione e Liberi e Uguali, i quali hanno messo subito in dubbio la leadership di Grasso e D’Alema (tra l’altro quest’ultimo non eletto), che comunque non entrerà in nessun esecutivo. Dal sondaggio SWG i dati sono chiari: la Lega aumenta il proprio bacino di voti passando dal 17,4% al 22,3%, il M5S si assesta al 34,5% (dal 32,7%). Forza Italia crolla dal 14% al 10,5%, Fratelli d’Italia è al 3,1% (dal 4,4%). Complessivamente, la coalizione di Centro-Destra (se ancora esiste) perde poco meno di un punto percentuale, dal 37,1% al 36,9%. Il Centro/Sinistra perde sempre più  voti: Il Pd  perde uno 0,7% ed è al 18%, Insieme è all’0,3%, Civica Popolare allo 0,7%, + Europa dal 2,5% scende all’1,7%. Dramma Liberi e Uguali: dal 3,2% calerebbe al 2,7% quindi resterebbe sotto soglia e fuori dal Parlamento. Di fatto gli italiani stanno premiando la strategia del M5S e Lega (pare abbiano trovato l’accordo sull’elezione dei presidenti di Camera e Senato come preludio di un accordo di governo), mentre stanno punendo Forza Italia (Berlusconi vorrebbe un accordo con i Dem), Pd e Liberi e Uguali. E’ chiaro che i prossimi giorni saranno decisivi.

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