Elezioni: Orlando, finita campagna elettorale non si parla più di migranti

LaPresse/Guglielmo Mangiapane

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Palermo, 17 mar. (AdnKronos) – “Sono stupito dal fatto che finita la campagna elettorale non si parli più di migranti, di terrore, di invasione di migranti. Invece, un tema come la mobilità internazionale va affrontato con serietà”. Lo ha detto il sindaco di Palermo, intervenendo a Omnibus La7, in replica a uno spettatore che lo ha criticato perché accoglie i migranti al porto. “Credo che un tema come la mobilità internazionale vada affrontato in maniera elementare- dice ancora il primo cittadino, autore della Carta di Palermo – Io sono convinto che esista una sola razza: quella umana. Rispetto al cosiddetto migrante essere umano è il rifugiato, il richiedente asilo o il cosiddetto migrante economico”.  “Vogliamo renderci conto di una realtà globalizzata, possiamo pensare di costruire muri? – dice Orlando – Io rifiuto l’approccio umanitario quando si parla di migranti, così come rifiuto l’approccio securitario. L’approccio è di riconoscimento umano inviolabile alla mobilità. Quando qualcuno mi chiede quanti migranti ci sono a Palermo, io rispondo: ‘Nessuno’, perché chi arriva a Palermo è palermitano. E questo fa crescere il senso della comunità ed è un contributo all sicurezza. Perché quando arriva un musulmano strano a Palermo, gli altri musulmani che vivono nella città avvertono il sindaco che avverte il questore. Perché sentono Palermo la loro città. Ma se noi li teniamo nelle banlieu di Parigi è evidente che chiuderanno gli occhi quando vedranno qualcuno pericoloso”. “Io discuto con chi riconosce che tutti apparteniamo alla stessa razza umana – conclude Orlando – Vorrei ricordare che la Lega, alle elezioni amministrative con me candidato sindaco, ha preso appena l’1 per cento, qualcuno se ne faccia una ragione”.

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