Dializzati Reggio, Dieni: “Dalla burocrazia sanitaria nessun atto concreto”

Dializzati Reggio, Dieni: «Dalla burocrazia sanitaria nessun atto concreto»

dieni movimento 5 stelle (8)

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

«Mentre la burocrazia sanitaria traccheggia, il calvario degli emodializzati reggini continua, nell’indifferenza di chi aveva promesso una rapida soluzione». È quanto dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni.
«Com’è noto – prosegue la parlamentare –, nei mesi scorsi l’Asp di Reggio e il dipartimento regionale Tutela della salute, riuniti al Tavolo tecnico della Prefettura, avevano preso impegni concreti per mettere fine alle trasferte dei pazienti costretti a sottoporsi alle cure salvavita in strutture private siciliane. Da allora, malgrado le assicurazioni e le dichiarazioni d’intenti, tutto è rimasto com’era».
«Il Tavolo tecnico – spiega Dieni – aveva individuato due percorsi distinti per la risoluzione del problema. Il primo riguardava l’attivazione di un terzo turno di dialisi nell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria, il secondo la realizzazione di un centro ad hoc con una disponibilità di 15 posti per i trattamenti emodialitici. Allo stato attuale, nessuno dei due percorsi risulta avviato. L’attivazione del terzo turno – nonostante i decreti del commissario ad acta alla Sanità, che hanno autorizzato l’assunzione di 3 nefrologi e di 10 infermieri – è stata congelata per motivi tuttora incomprensibili, dal momento che il personale medico in questione dovrebbe solo seguire i necessari corsi di formazione, ultimati i quali potrebbe da subito entrare in servizio. Quanto al Centro dialisi, per realizzarlo servirebbe una intesa tra Asp e dipartimento, intesa che al momento non sarebbe stata sottoscritta. Secondo alcune indiscrezioni, l’Azienda provinciale avrebbe già ottemperato ai suoi obblighi; non così, invece, la Regione, che non avrebbe ancora proceduto con la riorganizzazione della rete nefrodialitica, step propedeutico all’autorizzazione del presidio reggino».
«Si tratta – aggiunge la deputata 5 stelle – di lungaggini e inerzie francamente insopportabili, visto che in gioco ci sono le vite di una cinquantina di pazienti che quasi quotidianamente devono affrontare viaggi defatiganti per ricevere le cure di cui hanno bisogno per rimanere in vita. La loro condizione di “malati emigranti” dovrebbe suscitare un moto di vergogna in tutti quei burocrati che da anni, e malgrado gli ultimi impegni ufficiali, non riescono ad adottare soluzioni concrete che potrebbero migliorare di gran lunga l’esistenza di questi pazienti».
«A breve – conclude Dieni –, dovrebbe svolgersi una nuova riunione del Tavolo tecnico. Voglio davvero sperare che in quell’occasione i responsabili di Asp e dipartimento della Salute saranno in grado di dimostrare di aver fatto reali passi in avanti per l’attivazione dei due percorsi a favore degli emodialitici reggini».