Calabria, sulla situazione del Pd parlano gli esponenti del partito

In Calabria gli esponenti del Pd fanno un resoconto relativo alla situazione del partito

PdCon queste parole, Demetrio Naccari Carlizzi, Fabio Guerriero, Clelio Gelsomino, Stefano Soriano, Marco Vallone, esponenti del Partito Democratico in Calabria parlano della situazione attuale: “I cambiamenti politici in atto nella politica italiana sono stati fotografati impietosamente dalle elezioni. Ciò che stupisce è che noi del Pd ancora non ce ne siamo resi conto e ci stiamo attardando su un’immagine politica che non esiste più nè è più percepita o condivisa dagli elettori. Il PD calabrese deve partire da un atto di chiarezza che riconosca la propria insufficienza sino ad oggi nella rappresentanza dei bisogni di questo territorio che ha votato altri partiti proprio per l’inadeguatezza delle nostre proposte. Non è questo il luogo per fare un’analisi, ma chi ha pensato di potere competere, per di più dal governo, con la tempesta perfetta, che viene da scelte lontane, di una disoccupazione totalizzante, una povertà in continuo aumento e l’evidente fallimento nei diritti sociali e civili del Mezzogiorno ha dimostrato di vivere in una bolla mediatica senza alcuna sensibilità politica e sociale. A nulla vale la pur vera considerazione che tale condizione non sia stata causata dal PD ma sia il risultato di una serie di scelte tragiche dal Federalismo leghista alla distruzione della finanza locale, dall’abolizione delle politiche di coesione alla criminalizzazione del Mezzogiorno. Ciò che hanno percepito gli elettori è che noi dal governo abbiamo pensato più al Paese come soggetto statistico nazionale che come insieme di territori differenziati e duali che hanno ripreso a divergere ed ad allontanarsi. Il tracollo di una proposta convincente ci ha fatto perdere tutti i confronti diretti nei collegi e ottenere soltanto tre parlamentari con l’ombrello del listino plurinominale, proporzionale e bloccato. Quanto di più lontano da un metodo di selezione che possa dirsi meritocratico, democratico e partecipato. Per delineare una nuova piattaforma politica, per riscrivere le regole di una partecipazione vera e contemporanea, per selezionare chi dovrà rappresentarla dobbiamo quindi aprire un processo costituente senza reti o rendite di posizione che non esistono più in nessun luogo della politica. Il congresso realizzato con un nuovo metodo di primarie deve seguire appunto una fase di ricostruzione degli strumenti, del metodo e del pensiero. Abbiamo la necessità di un processo vero di analisi e confronto cui fare seguire almeno tre mesi di voto e pubblicizzazione delle nuove proposte come avviene nei sistemi democratici che hanno inventato le primarie e consentono a tutti i partecipanti di fare conoscere le proprie idee e sottoporle ad una analisi compiuta. Un partito aperto e post ideologico si struttura anche con strumenti moderni. L’utilizzo di tecnologie ormai presenti in ogni famiglia e a portata di bambino può contribuire ad allargare la partecipazione. Ciò risulterebbe un valido aiuto anche per impedire i giochi del tesseramento così come offrirebbe lo strumento per forme di democrazia diretta o di maggiore partecipazione. Penso ai luoghi materiali come i tanti spazi pubblici e le sezioni opportunamente rilanciate ma certamente anche immateriali come i social network dove abbiamo scontato una debolezza oggi insostenibile. In questo senso non mi iscrivo al partito che vuole intendere la scelta del futuro segretario come un normale avvicendamento scontato quanto normale cui affidare un patrimonio che ormai non esiste più. Agire così finirebbe con il portare all’azzeramento della nostra esigua rappresentanza parlamentare. Non è più tempo di essere garantiti e di lavorare per lo status quo ma è il tempo di lavorare per garantire equità intergenerazionale e geografica, opportunità e speranza ai tanti che le hanno perse e a tutti coloro che vedono incerto il proprio futuro. Abbiamo bisogno di cambiare per essere credibili, chi si oppone a questo fa prevalere se stesso sui principi della democrazia”.