Calabria: i radicali in visita ai detenuti nel giorno di Pasqua

Calabria, Candido e Ruffa (Radicali): “Garante dei detenuti subito. Nel giorno della Resurrezione saremo in visita al Carcere di Vibo Valentia  per la vita del Diritto”

carcereAnche quest’anno, – come consuetudine Radicale che ci ha insegnato Marco Pannella – la domenica di Pasqua, per la Resurrezione della vita del Diritto, faremo visita ai detenuti e agli agenti di custodia della casa circondariale di Vibo Valentia. Già, in Carcere: quel luogo non luogo di cui la politica non si preoccupa né si occupa, se non per dire: buttate le chiavi assieme allo Stato di diritto”.
Così in una nota stampa Rocco Ruffa e Giuseppe Candido, entrambi militanti del Partito Radicale Nonviolento, rispettivamente,membro del comitato nazionale di Radicali Italiani il primo, segretario dell’associazione radicale nonviolenta calabrese “Abolire la miseria – 19 maggio”, il secondo. E anche quest’anno specifica la nota stampa – grazie all’ex deputata Radicale Rita Bernardini – la visita è stata autorizzata – ai sensi dell’art. 117 del d.P.R. 230/2000, – dal dottor Marco Del Gaudio, vice capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia per una delegazione ufficiale del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito composta da quattro persone: assieme a Giuseppe Candido e Rocco Ruffa entreranno nel carcere di Vibo Valentia la mattina di Pasqua alle ore 9:00 anche Cesare Russo ed Ernesto Mauro, pure loro militanti del Partito che era di Marco Pannella. “Quando c’eravamo stati un anno fa” – prosegue la nota stampa – “con il digiuno a staffetta chiedevamo conta forza della nonviolenza e amore per la verità, ai politici calabresi, di approvare la legge istitutiva del Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà affinché, anche nella nostra Regione, vi fosse questa importante figura di garanzia, terza rispetto all’amministrazione giudiziaria e penitenziaria oltreché indipendente dalla politica. Finalmente a gennaio è stata approvata e per questo non molliamo. Anzi, ricordiamo che l’assenza del Garante dei detenuti in Calabria è aggravata dalla assenza contemporanea di un’altra figura di garanzia molto importante per tutti i cittadini, migranti e detenuti compresi: il garante regionale per la Salute. Una figura istituita, nella nostra Regione, dal 2008 con la legge regionale n°22, ma che da allora non è mai stata nominata. All’articolo 1 della norma si legge 22 del 10/7/200 si capisce che “È istituito presso il Consiglio regionale della Calabria l’Ufficio del Garante della Salute cui è attribuito il compito di verificare la piena attuazione nel territorio regionale dei diritti di tutte le persone, di ogni colore, religione, cultura ed etnia, compresi i detenuti, in materia di assistenza sanitaria e socio-sanitaria, ma poi scopri che, da oltre undici anni, un garante per la salute in Calabria non è mai stato nominato. E ciò nonostante la stessa legge prevedesse che, qualora fossero “decorsi centottanta giorni dalla entrata in vigore della stessa” senza che il Consiglio regionale avesse provveduto alla nomina del Garante, “a norma dell’art. 4, vi provvede il presidente del Consiglio regionale con decreto. Una legge dimenticata, inattuata. E quando sono le istituzioni a non rispettare ed attuare le proprie stesse leggi significa che a venire meno è lo Stato di diritto. Non vorremmo che, come per il Garante per la Salute che, seppur istituto da una legge, manca da oltre undici anni, anche per il Garante dei diritti dei detenuti – finalmente istituito a gennaio dopo tre anni di iter legislativo – si debba aspettare così tanto tempo per individuare la figura e nominarla. Per questo, come ci ha insegnato negli anni Marco Pannella, noi non molliamo la lotta nonviolenta per chiedere la nomina del garante dei detenuti e affermare lo Stato di diritto anche nella nostra Regione”.