Appello mamma disperata: “Mio figlio scomparso da 26 anni”

Palermo, 30 mar. (AdnKronos) – “Salve, sono Carmela La Spina, la mamma di Salvatore Colletta, il ragazzo scomparso da Casteldaccia il 31 marzo 1992 assieme a Mariano Farina . Nonostante domani siano trascorsi 26 anni dalla scomparsa di mio figlio la mia speranza non muore mai. E’ sempre viva costantemente e quotidianamente, finché non saprò cosa sia accaduto. Non esiste rassegnazione fin quando non si hanno delle certezze sia nel bene che nel male perché l’assenza di notizie non può far morire la speranza che ho sempre avuto nel mio cuore , per questo io non mi fermo e lotto per avere delle risposte”. Inizia così il nuovo appello lanciato da Carmela La Spina, la madre di Salvatore Colletta, il bambino scomparso da Casteldaccia (Palermo) nel 1992 con un amichetto, Mariano Farina.
Negli anni sono state numerose le segnalazioni arrivate, ma nessuna ha portato a nulla di concreto. Due, in particolare, sono state le piste più battute. La prima è quella mafiosa. Nella zona in cui i due bambini sarebbero stati lasciati, si trovano i ‘villini”, cioè le case di alcuni esponenti di Cosa Nostra e, secondo un’ipotesi poi non confermata, i ragazzi potrebbero essere stati involontari testimoni scomodi e per questo eliminati. Un’altra ipotesi, secondo la famiglia la più credibile, è quella dei nomadi, suffragata da alcune testimonianze. Ma anche in questo caso non si hanno elementi di certezza. I familiari dell’altro bambino scomparso, Mariano Farina, dopo la sparizione dei due piccoli, si sono trasferiti negli Stati Uniti e non si sono mai uniti alle ricerche della famiglia Colletta.
“Anche se sono passati 26 anni la mia forza nel cercare mio figlio non si è mai arrestata perché non ho nessuna notizia ma intanto il tempo passa e nessuno sa darmi delle risposte – dice ancora la madre del bambino scomparso – Sono sconcertata e amareggiata perché in questi anni chi ha indagato non ha saputo far bene il proprio lavoro, perché se fin dall’inizio la legge avesse seguito la pista giusta oggi non saremmo qui a chiederci ancora dove sia mio figlio. Ribadisco e ripeterò fino alla fine che la mafia non c’entra nulla secondo il mio pensiero e che l’unica pista valida che meritava la giusta importanza era la pista dei nomadi poiché ho ricevuto io stessa presso la mia utenza telefonica più di 1.500 segnalazioni di mio figlio e di Mariano Farina in compagnia entrambi dei nomadi”.

Adnkronos