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Valle del Mela: padre Trifirò scrive a Gentiloni

Padre Trifirò: “I cittadini della Valle del Mela attendono ancora una risposta”

Valle del MelaRiportiamo di seguito la lettera che Padre Giuseppe Trifirò indirizzata al Presidente Gentiloni, a Musumeci, agli onorevoli della Regione Siciliana e ai sindaci del Comprensorio del Mela:

Io sacerdote Giuseppe Trifirò, in nome delle Associazioni Ambientaliste del Comprensorio del Mela, con la presente lettera aperta   rammenta a Voi  Onorevoli Tutti,  che i Cittadini della Valle del Mela inquinati e malati, stanno ancora attendendo una Vostra risposta dopo manifestazioni,  delibere dei consigli comunali, referendum ed ultima in ordine di tempo, la mega-mobilitazione del 28 scorso mese di Gennaio, la quale se ce ne fosse stato bisogno,  ha sancito in maniera inequivocabile la volontà del territorio. Una risposta la quale non dia adito ai soliti  fraintendimenti politici, ossia dire per non dire,  decidere per non decidere e che una per tutti, possa toglierci  da sopra alle teste, la spada di Damocle  rappresentata dall’ inceneritore di A2A, da realizzare nella centrale di Archi S. Filippo del Mela. Il precedente governo Regionale con fumus fuggitivo ed arzigogolamenti vari,  ha di fatto volutamente schivato  l’argomento inceneritore e ha fatto sì che a decidere su questa opera altamente inquinante la quale porterà profitti solo ai privati, fosse solamente il Ministero.  Questo “non voler decidere” è stata solo pura casualità? L’attuale governo Regionale insediatosi di recente,  ha  in vari modi  fatto intendere contrarietà a questa opera. Successivamente  si asseriva, che quando il presidente della Regione Siciliana, avesse avuto i poteri speciali, avrebbe risolto il problema rifiuti dell’isola, cancellando di conseguenza il problema inceneritore che ci riguarda da vicino. Chiediamo pertanto, che venga presa una netta decisione contro questa mega-opera nefasta per la “salute dei cittadini”, con lo stesso piglio decisorio e incisività, che si è adoperata per risolvere il problema dell’Ente Portuale Sicilia, anche quello tentata opera, di una decisione Ministeriale! La Regione Puglia sta lottando compatta, dal Presidente ai cittadini Tutti, contro la realizzazione di simili opere inquinanti e da Noi? Allora legittimamente ci chiediamo:  cosa è cambiato  in quest’ultimo periodo post-elettorale Regionale e pre-elettorale Nazionale, tanto da frenare gli ardori promissivi dei politici oggi occupanti gli scranni Regionali?  I quali  invece prima,  promettevano  che mai e per nessun motivo  questa sciagurata opera, molto inquinante ed espargitrice di morte in sommatoria all’esistente,  sarebbe  stata realizzata nel sito di  Archi di S. Filippo del Mela. I malati ed i morti del comprensorio avuti in tutti questi anni, sono come si legge in studi e statistiche di enti riconosciuti,  in quantità  eccessiva, ma incomprensibilmente o quasi, il registro tumori continua ad essere detenuto, per voleri a noi sconosciuti,  da chi forse non ne ha titolo alcuno! E del tanto volutamente poco declarato “Risanamento Ambientale”, mai iniziato e alle memorie ad arte sepolto, pur con i fondi a disposizione da molti anni  in Regione Sicilia, cosa e a chi denunciare la voluta colpevole manchevolezza? Alcuni personaggi politici, che nelle campagne elettorali fanno appello ai voti dei cattolici, sono a conoscenza e tengono conto del Vangelo che affonda le sue radici nella Legge Naturale e che privilegia i poveri e i più deboli? “Conoscono e tengono conto della dottrina sociale della Chiesa che nella scaletta dei valori mette al primo posto la dignità della persona umana e non il profitto e l’economia? Sono a conoscenza del pensiero di papa Francesco che sta lavorando molto a favore dei più deboli e per la salvaguardia del Creato?”. Da Laudato Si di papa Francesco: “ In uno studio di impatto Ambientale debbono avere un posto privilegiato gli abitanti del luogo, i quali si interrogano su cosa vogliono per se e per i propri figli! C’è bisogno di sincerità e verità nelle discussioni scientifiche e politiche, senza limitarsi a considerare cosa permette la legislazione! (183)”. “La protezione Ambientale non può essere assicurata solo sulla base del calcolo finanziario di costi e benefici. L’ambiente è uno di quei beni che i meccanismi del mercato non sono in grado di difendere adeguatamente e i problemi non si risolvono solo con la crescita dei profitti delle imprese! (190)”. Noi Associazioni Ambientaliste attendiamo  con fiducia e lo faremo ancora, ma per “poco”, delle risposte ed un incontro  in merito alla problematica in oggetto con le sigg.rie Loro, che possano alfine essere  chiarificatrici e conclusive, ovvero poter eliminare l’ incubo inceneritore dal nostro territorio. Qualora nell’arco della settimana corrente, non ci pervenissero chiarimenti,  richieste di  audizioni, o comunque notizie utili alla causa in oggetto,  ne trarremo le opportune deduzioni”.