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Sanità: oncologa italiana alla guida ricerca Ue su pazienti anziani con neoplasie (2)

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(AdnKronos) – (Adnkronos) – “La scarsa partecipazione degli anziani negli studi, fa però si che si ottengano purtroppo scarse raccomandazioni basate sull’evidenza poi applicabili nella pratica clinica e terapeutica quotidiana. La Task Force che inizio a coordinare – un’area di lavoro trasversale nata oltre 20 anni fa – vuole proprio sviluppare, condurre e coordinare la ricerca clinica con il preciso coinvolgimento di pazienti anziani per identificare i migliori percorsi terapeutici, minimizzando le tossicità e gli eventi avversi per un miglior trattamento dei singoli casi”, spiega.
Da oncologa, Antonella Brunello si occupa presso lo IOV – IRCCS di sarcomi e tumori dell’osso, e dello sviluppo di progetti specificamente ideati per pazienti anziani con tumore. Negli anni ha acquisito competenze anche nelle neoplasie della mammella e dell’apparato genitourinario. Il suo interesse verso le persone anziane con tumore viene già dagli anni universitari, come lei stessa confessa: “Devo dire che il paziente anziano mi ha attratto fin da quando ero in specialità, forse per la sua profonda complessità e vulnerabilità. Durante la scuola di specializzazione ho trascorso un periodo di formazione e ricerca presso il Lee Moffitt Cancer Center, in Florida, nell’unità di oncologia geriatrica pionieristica in questo ambito e che ancora oggi è considerata una delle più avanzate a livello mondiale”.
Brunello, che fa anche parte del direttivo di GIOGER (il Gruppo italiano di oncologia geriatrica) ed è membro faculty di SIOG (la Società internazionale di oncologia geriatrica), di recente ha vinto un finanziamento per progetto di ricerca finalizzata nazionale, messo a disposizione dal Ministero della Salute per giovani oncologi, per uno studio prospettico randomizzato per pazienti anziani con sarcoma. Attualmente l’oncologa è coinvolta in alcuni trials, tra i quali lo studio GIVE, che sta mettendo a confronto pazienti trattati con una pratica oncologica standard, con altri trattati a partire da un approccio di oncologia geriatrica; e lo studio CAFFE, che coinvolge pazienti anziani che non hanno specifiche vulnerabilità geriatriche e sui quali si punta a valutare in modo prospettico la sicurezza e l’efficacia di terapie sviluppate per un paziente adulto non-anziano.