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Ruffa: “Un peccato che il Governo abbia deciso di cedere ai populismi e di mettere la riforma delle carceri nel cassetto”

Ruffa (Radicali, + Europa con Emma Bonino): “Si preferisce continuare nella violazione del diritto umano  perché un decreto sulle pene alternative al carcere è poco conveniente in campagna elettorale”

aprire porte del carcereDopo aver dato corpo è sostenuto con il mio sciopero della fame (quattro giorni alla settimana) il Satyagraha di Rita Bernardini e di oltre 10.000 detenuti per chiedere al Governo di varare subito, prima della fine della legislatura, i decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario, apprendere che invece il Governo in carica guidato da Gentiloni ha deciso di cedere ai populismi e rimandare la riforma delle carceri alla prossima legislatura, anch’io mi sono sentito deluso e amareggiato. In pratica si preferisce continuare nella violazione del diritto umano ad una pena che rieducare senza torturare perché un decreto sulle pene alternative al carcere è poco conveniente in campagna elettorale. Eppure la questione carceri” – prosegue la dichiarazione di Ruffa – “è stata definita nel 2011 dall’allora Presidente della Repubblica Napolitano una “prepotente urgenza” e nel 2013 l’Italia è stata condannata dalla CEDU proprio per i trattamenti inumani e degradanti dentro le nostre patrie galere. Come militante del Partito della Nonviolenza di Marco Pannella che – anche dopo la sua morte – con esponenti come Rita Bernardini, ha sempre fatto della questione Giustizia e della sua appendice carceraria una priorità, anch’io mi sento deluso e amareggiato in totale sintonia con Rita Bernardini. E la delusione diventa ancora più forte da candidato radicale nella lista + Europa con Emma Bonino che, in coalizione, sostiene proprio quel PD che al Governo decide di non governare la violazione di diritti umani fondamentali. Per questo – conclude Ruffa – continuo a sostenere l’iniziativa di Rita Bernardini nutrendo la speranza che ci possano essere ancora i margini- nella proroga che il Governo avrà fino alla fine di Marzo- di approvare questa riforma dell’ordinamento penitenziario“.