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Reggio Calabria, uccide il marito ‘ndranghetista dopo anni di maltrattamenti e soprusi: arrestata

Foto Lapresse / Adriana Sapone

Reggio Calabria, omicidio nella Piana: donna arrestata per aver ucciso il marito ‘ndranghetista

Foto Lapresse / Adriana Sapone

Foto Lapresse / Adriana Sapone

I Carabinieri della Compagnia di Palmi (Reggio Calabria) e della Stazione di Castellace di Oppido Mamertina (RC), unitamente a quelli del Nucleo Investigativo del Gruppo di Gioia Tauro (RC), hanno arrestato Maria Giuseppina Barca, 63 anni, originaria e domiciliata a Castellace di Oppido Mamertina (RC), per l’omicidio del marito Rocco Cutrì, 71 anni.

Secondo quanto è emerso nel corso delle indagini avviate nell’immediatezza del fatto –  coordinate personalmente dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Palmi (RC), dott. Ignazio Vallario, intervenuto sul posto – e concentrate sulla ricostruzione delle ultime ore della vittima, l’uomo avrebbe trascorso la giornata a casa con la moglie che, verosimilmente per rancori e dissapori maturati negli anni a seguito della morte del figlio Domenico, ucciso nel 2008 a Sinopoli (RC) a seguito di una lite per futili motivi, avrebbe aggredito il marito nel primo pomeriggio, mentre questo dormiva, colpendolo alla testa con una roncola. Le ferite riportate non hanno lasciato alcuno scampo all’uomo, che è deceduto prima dell’arrivo dei sanitari allertati dal figlio, resosi per primo conto dell’accaduto.

La vittima, nota ai Carabinieri per la vicinanza alla cosca “ALVARO-VIOLI-MACRÌ”, era il suocero di Carmine Alvaro, 65 anni, detto “u cuvertuni”, affiliato di spicco del predetto gruppo criminale, il cui spessore criminale è emerso nell’ambito delle indagini susseguitesi sul sodalizio criminale sin dagli anni ‘80 con l’indagine “PRIMA”, tanto da scontare la condanna per associazione di tipo mafioso in regime detentivo speciale (art. 41-bis dell’ordinamento penitenziario).

La roncola verosimilmente utilizzata per colpire a morte Cutrì, sporca di sangue e compatibile con le ferite rilevate sul cadavere, è stata rinvenuta dai militari nel giardino di una casa disabitata vicina all’abitazione dei Cutrì.

La donna, che al termine delle formalità di rito è stata tradotta presso la casa circondariale di Reggio Calabria “San Pietro”, dovrà ora spiegare agli inquirenti il motivo del gesto.