Quando i comunisti si mangiavano i bambini

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Berlusconi, Fascismo, antifascismo e i tempi (andati) in cui “i comunisti mangiavano i bambini”

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di Kyrieleison Berlusconi non appare preoccupato per le recrudescenze neofasciste di oggi. A giustificazione della sua sensazione, l’ex cavaliere  precisa che non si vede un Hitler o un Mussolini sulla scena politica e che per ciò  possiamo stare tranquilli.

E’ davvero singolare come il leader dei “moderati” non si preoccupi per la presenza di gente che, nelle nostre città, sempre più spesso,  se ne va in giro sventolando svastiche, inneggiando al nazifascismo,  resuscitando nefandezze come quella sulla supremazia della razza e facendo irruzioni squadriste.

E ciò quando, solo qualche anno fa, lo stesso mi sembrava letteralmente terrorizzato dai comunisti che invece,  Cuba a parte, erano praticamente scomparsi dalla terra, facendomi tornare alla mente quando ero bambino e  al catechismo mi dicevano che i comunisti si mangiavano i bambini.

È lecito dedurre che per l’ex cavaliere il fascismo e il comunismo sono due cose ben diverse (e non la stessa cosa come qualcuno oggi ci vorrebbe invece raccontare).

Una volta tanto ci troviamo d’accordo, anche se con deduzioni diverse.

Infatti non a caso la nostra Costituzione dice espressamente che è vietato ricostituire, sotto ogni forma, il partito fascista e non nomina, da nessuna parte il “pericolo” comunista.