Partecipate Sicilia, De Luca: “Come sono stati fatti i bilanci dal 2012 ad oggi? E’ ora che salti qualche testa e poltrona”

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Società partecipate e controllate Sicilia, De Luca:  “Di fronte a norme che prevedevano la decadenza di amministratori e direttori inadempienti, vogliamo sapere chi ha omesso i controlli e perché”

cateno de lucaPartecipando stamattina in Commissione Bilancio all’ARS, all’audizione del Ragioniere Generale della Regione Giovanni Bologna, Cateno De Luca è intervenuto sulla situazione dei controlli sulla situazione economico-finanziaria degli enti partecipati e controllati dalla Regione ed ha pesantemente attaccato il responsabile dei conti regionali, cui ha detto che “deve spiegare all’Assemblea come sono stati fatti i bilanci della Regione dal 2012, in violazione della legge regionale sulla trasparenza dei conti pubblici.” De Luca ha ricordato che a seguito della sua iniziativa parlamentare e del suo “Libro bianco” sulla gestione delle partecipate, dal 2010 è vigente la legge regionale sulla trasparenza dei conti pubblici “che anticipando di anni la normativa nazionale ha imposto un ben preciso ed articolato sistema di controlli e sanzioni.” “Fra il 2009 e il 2010 – ha ricordato il parlamentare di Sicilia Vera – il Governo Lombardo e l’Assemblea Regionale svolsero un grosso lavoro di verifica dal quale risultò che vi era una situazione di grave di opacità dei conti e dei modelli di gestione che riguardava molti enti partecipati, aziende, consorzi, beneficiari diretti e indiretti di fondi regionali. C’erano elenchi di assunzioni, spese incontrollate, rimborsate “a pie’ di lista” dalla Regione. I controlli fatti allora mostrarono un sistema patologico esteso ben oltre le società partecipate e che coinvolgeva diversi dipartimenti dell’Amministrazione. Una situazione che sul fronte degli Enti permetteva di mantenere al proprio posto sempre gli stessi amministratori e sul fronte dell’Amministrazione sempre gli stessi direttori generali, pur se operanti in aperto contrasto con la normativa regionale.” “Fu allora che Lombardo firmò un Decreto che imponeva controlli precisi e sanzioni severe, compresa la rimozione di dirigenti, amministratori e direttori e l’impossibilità che avessero nuovi incarichi per tre anni.” “Non è pensabile che ora l’Assemblea e la Regione, sotto la spinta della legge Madia, affrontino un tema così delicato e parlino di fare una ricognizione della situazione, ignorando che in questi anni una propria normativa molto precisa è stata però disattesa. Di fronte a norme che prevedevano la decadenza di amministratori e direttori inadempienti, vogliamo sapere chi ha omesso i controlli e perché! Come si è mosso e perché non si è mosso il Governo Crocetta?” Da De Luca è venuta una precisa richiesta al Ragioniere Generale della Regione “che deve spiegare cosa è successo, deve dirci come sono stati redatti i bilanci regionali se non c’erano le informazioni e la chiarezza sullo stato economico-finanziario delle partecipate; deve dirci perché e chi ha deciso che non si applicasse una norma regionale”. Il parlamentare di Sicilia Vera ha quindi annunciato la presentazione di una mozione in Assemblea, “perché – ha detto – chi ha agito in violazione della norma non può rimanere al proprio posto, non è possibile che restino al proprio posto gli amministratori delle società ma non è possibile che restino i Direttori generali che avrebbero dovuto fare i controlli e riferire all’Assemblea ma non l’hanno fatto.” “Se devono saltare teste e poltrone – ha concluso – è ora che ciò avvenga perché nessuno può sentirsi al di sopra della legge.”