Parco dei Nebrodi, la Regione caccia il presidente Antoci: “Ora saranno in molti a festeggiare dentro le carceri”

Giuseppe Antoci rimosso dall’incarico di Presidente del Parco dei Nebrodi: “Questo e’ un segnale inequivocabile da parte della Regione”

LaPresse/Carmelo Imbesi

LaPresse/Carmelo Imbesi

A sei mesi dalla naturale scadenza, il governo della Regione Siciliana ha deciso la rimozione dalla carica di presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, che a caldo ha commentato: “Ora sono molti a festeggiare fuori e dentro le carceri. La criminalita’ organizzata, intere famiglie che mi hanno in odio, brindano e oggi io, insieme alla mia famiglia, sono ancora piu’ sovraesposto. Dalla politica, da un pezzo importante dello Stato che e’ la Regione siciliana, arriva un segnale ben preciso e devastante. Io sono ancora piu’ in pericolo ogni volta che esco dalla mia casa blindata. Per me e la mia famiglia e’ un momento difficile, ma continuo il mio impegno nelle scuole e tra la gente per la legalita’. Perche’ certo non svolgevo il mio incarico per i 700 euro mensili di indennita’“. Si domanda Antoci: “Quale interesse ha ispirato un accordo politico cosi’ dirompente per certi ambienti? Che fretta c’era? Perche’ non aspettare sei mesi? Questo e’ un segnale inequivocabile da parte della Regione e bisognava evidentemente darlo il piu’ presto possibile. Io oggi brindo per il compleanno di una delle mie tre figlie. Gli altri stanno brindando per ben altro…“. Intanto alla notizia della rimozione dall’incarico,  i sindaci dei Nebrodi hanno inviato una lettera aperta al presidente Musumeci, di cui riportiamo di seguito il testo integrale:

Preg.mo Presidente Musumeci, apprendiamo con grande dispiacere la revoca improvvisa ed inaspettata del dott. Antoci da Presidente del Parco dei Nebrodi prima dello scadere del mandato di fine ottobre prossimo venturo. Tale provvedimento desta seria preoccupazione per noi Sindaci dei Comuni dei Nebrodi che dopo anni di commissariamenti abbiamo finalmente visto ripartire l’Ente che è diventato volano di sviluppo e attrattiva turistica. I risultati ottenuti in questi anni hanno consegnato alla comunità nazionale e internazionale un esempio concreto di come si possa fare buona amministrazione e nel contempo rappresentare per cittadini e amministratori un punto di riferimento. Incrementi turistici mai verificatesi come negli ultimi anni, aziende che attraverso marchi di tutela hanno avuto nuove occasioni per crescere e svilupparsi e non ultimo il riconoscimento del Premio Continentale per l’Ambiente assegnato all’unanimità da ben 400 stati membri e mai ricevuto da un italiano e da un’area protetta italiana. Citare le battaglie sulla legalità che noi tutti, insieme al Presidente Antoci, abbiamo portato avanti in questi anni sarebbe semplice e tale azione sinergica tra gli Enti locali e il Parco dei Nebrodi costituisce un valore aggiunto e un modus operandi che non ha precedenti nella storia del paese. L’intercettazione dei fondi europei volti a finanziare la malavita organizzata costituisce un’azione seria ed efficace che ha destabilizzato e sgominato la mafia. Il protocollo di legalità, ormai legge dello Stato, porta il nome del Presidente Antoci e lo ha esposto a tal punto da diventare vittima di un agguato mafioso a riprova del duro colpo che è stato inflitto alle organizzazioni criminali che ruotavano intorno al Parco dei Nebrodi e non solo. Ciò ha comportato anche per noi un modello di riferimento guardando con la lente di ingrandimento la semplificazione amministrativa ove in essa si possono annidare punti deboli e in cui la mafia spesso si insinua per trovare risorse “apparentemente lecite” per finanziare se stessa. Il dott. Antoci è il pioniere di questa nostra azione condivisa e costituisce per tutti noi un modello di riferimento ed un orgoglio per tutta la Sicilia e per questo lo vogliamo ringraziare e salutare con affetto e gratitudine. Speravamo che di tutto ciò Lei ne tenesse conto. Qui la politica non c’entra qui da salvaguardare c’è la Sicilia.

Firmato: Alvaro Riolo -Sindaco del Comune di Acquedolci; Nino D’Onofrio – Sindaco del Comune di Caronia; Michele Petronaci – Sindaco del Comune di Cerami; Carmelo Sottile – Sindaco del Comune di S. Agata Militello; Giuseppe Patorniti – Sindaco di Santa Domenica Vittoria; Mario Fulia – Sindaco di San Fratello; Francesco Re – Sindaco di Santo Stefano di Camastra; Fabio Venezia – Sindaco del Comune di Troina; Antonino Musca – Sindaco di Sinagra; Filippo Taranto – Sindaco di Montalbano Elicona; Salvatore Villardita – Sindaco di Reitano; Domenico Ruffino – Sindaco di Pettineo; Luigi Bonelli – Sindaco di Nicosia; Salvatore Castrovinci – Sindaco di Torrenova; Maurizio Zingales – Sindaco di Mirto; Giuseppe Franco – Sindaco di Castel di Lucio; Vincenzo Lionetto – Sindaco di Castell’Umberto; Antonino Cantali – Sindaco di Maniace; Giacomo Porrazzo – Sindaco di Capizzi; Carmelo Rizzo Nervo – Sindaco di Tortorici; Salvatore Calì – Sindaco di Cesarò; Ettore Dottore – Sindaco di Alcara Li Fusi”