Valle del Mela, il Comitato No inceneritore tenta incontro con Gentiloni a Messina: “Anche il premier si gira dall’altra parte”

LaPresse/Fabio Cimaglia

Il comitato contro l’inceneritore della Valle del Mela tenta di incontrare il premier Gentiloni domani in visita a Messina: “Dopo Musumeci, anche il premier cerca di girarsi dall’altra parte”

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“Le donne e gli uomini della Valle del Mela vogliono fermare l’inceneritore e decidere del loro futuro. Fino a ora si sono organizzati pacificamente, ma i capi dei governi nazionale e regionale fanno come se nulla fosse. Cosa devono fare per farsi ascoltare? Si aspetta forse che la rabbia e la frustrazione popolare superi il limite dell’accettabile? L’inceneritore del Mela non si ferma a parole, concetto noto a tutti, forse un po’ meno al Governatore Musumeci, che nonostante gli impegni presi di fronte al Parlamento Siciliano a conferma peraltro di quanto detto in campagna elettorale, sembra averlo dimenticato. Da settimane i sindaci della valle del Mela chiedono di incontrarlo, perché sia in prima fila nella lotta all’inceneritore e guidi l’audizione che i sindaci pretendono da palazzo Chigi. Invece, non solo la Regione non ha ancora trasmesso ufficialmente a Roma la propria dichiarata contrarietà, anzi rimanda senza fornire spiegazioni plausibili l’incontro chiesto dai Sindaci proprio per investire Musumeci di questa funzione di guida della lotta No Inceneritore. Dobbiamo forse sospettare che il governatore sulle orme di Crocetta voglia sottrarsi agli impegni presi?

Anche Gentiloni cerca di girarsi dall’altra parte. Il premier sarà in Sicilia domani, giovedì 15 febbraio per vari impegni, tra cui un evento previsto nel pomeriggio a Messina e successivamente alle 18 a Catania per una convention elettorale. Eppure, la richiesta di un incontro breve ma urgente da parte dei sindaci del Mela non è stata ancora confermata e i timori, che il Gentiloni finisca per fare spallucce, si fanno di minuto in minuto più concreti. Tanto tempo per andare a cercare voti, neanche un minuto per ascoltare un territorio in rivolta. Si calpestano così i principi elementari di cortesia istituzionale, e in maniera più grave, la dignità, la forza e la sovranità di una popolazione che ha chiarito in tutte le sedi e forme la propria volontà di determinare il proprio destino. A cominciare dal cambiare l’industria pesante, quale modello di sviluppo che le venne sciaguratamente imposto decenni or sono. 
Scomparsi dai radar anche molti deputati regionali del territorio. La valle del Mela attende risposte e intanto ricorda che su questa questione gli eletti e i questuanti di voti si giocano la faccia”.  È quanto scrivono in una nota le associazioni e i comitati contro l’inceneritore della Valle del Mela.