Verso le elezioni, Trischitta ai microfoni di StrettoWeb: “Cambierò Messina, Ponte sullo Stretto, svincoli e lotta al degrado priorità del mio programma”

Il consigliere Trischitta ai microfoni di StrettoWeb: “La battaglia che sto facendo per Via dei Mille è meno della metà di quello che farei per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina”

messina consigliere trischittaManutenzione del verde, concessione ai privati degli spazi comunali, lotta al degrado e contrasto alla povertà. Sono questi alcuni dei 10 punti di programma che il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Pippo Trischitta intende realizzare se verrà eletto sindaco della città di Messina. Lo incontriamo nuovamente nel suo studio per continuare a discutere sulla sua candidatura e dei vari scenari  alla luce delle prossime elezioni politiche e amministrative. Che  Trischitta non sia uno che le mandi a dire non è certo un mistero, né  che al momento una delle candidature che  non riesca proprio a mandare giù sia quella dell’onorevole Cateno De Luca. Il consigliere non usa mezzi termini: “De Luca sta facendo campagna elettorale con affermazioni che sono delle cagate pazzesche. Ritengo che chiunque voglia candidarsi a sindaco abbia tutto il diritto di farlo, ma  per De Luca è proprio una questione morale, ritengo che la sua candidatura sia un’ offesa per la città”.  Di seguito l’intervista integrale rilasciata dal consigliere ai microfoni di StrettoWeb:

Trischitta sindaco, i punti del  programma:

Partiamo dalla gestione ordinaria. I miei punti di programma saranno la lotta alle povertà e al degrado. Ho in mente anche un nuovo sistema di custodia e affidamento delle ville comunali. È sotto gli occhi di tutti che la gestione comunale delle villette non produca risultati,  la situazione del personale che è deficitaria non permette adeguata manutenzione e pulizia. A mio avviso il personale addetto dovrebbe occuparsi del decoro delle piazze cittadine. La soluzione  che propongo è  quella di mettere a gara un punto ristoro con possibilità di utilizzarne gli spazi,  a condizione che chi si aggiudichi l’appalto mantenga la villa in perfetto stato di manutenzione e custodia con l’opportunità di organizzare serate. Su Villa Dante mi immagino invece  due tipi di interventi: uno di ristrutturazione dell’arena e l’altro  sul verde, che andrebbe affidato sempre ai privati. La prima cosa che farò da sindaco è quella di portare il prato inglese in tutte le piazze cittadine”.

Nel programma del candidato sindaco c’è poi spazio anche per alcuni interventi da adottare lungo la linea tranviaria: “Non sono dell’idea che il tram vada soppresso. Significherebbe ignorare l’importanza di questo mezzo di trasporto cui al giorno fanno affidamento migliaia di utenti. Io renderei il tram sul modello del resto di Europa, o Roma o Milano: abbassare la velocità ed eliminare le barriere. Il tram incide molto sul tratto della fiera e del porto, eliminando le barriere si consentirebbe un notevole smaltimento del traffico, specie sul viale della Libertà e lungo la cortina del porto”. 

Quanto alle infrastrutture, dichiara il consigliere: “Un progetto riguarda lo svincolo fra Galati e Giampilieri, che ritengo necessario: occorre liberare la statale 114 per il tratto iniziale di Tremestieri. Per questo svincolo ritengo che la realizzazione sia molto semplice: l’autostrada in alcune zone è già a livello, bisognerà semplicemente mettere le uscite. Nel mio programma– aggiunge- pur essendo consapevole che la realizzazione tecnicamente richiede tempi più lunghi, risorse e impegno, c’è anche l’obiettivo di  che risolve l’annoso problema del collegamento col Papardo. Si potrebbe valutare il progetto previsto per la realizzazione del ponte sullo Stretto nella parte relativa agli svincoli. La battaglia che sto facendo per via dei Mille è meno della metà di quello che farei per la realizzazione del ponte sullo Stretto. Per il ponte sullo Stretto la mia protesta– continua il consigliere- diventerebbe internazionale. Non permetterei mai che i nostri fondi vadano ad altre città e soprattutto che non si abbia l’alta velocità. Non capisco perché Messina debba avere un sindaco che non voglia il ponte ma se ne vada a Venezia con l’aereo“. Trischitta non ho per nulla digerito il viaggio a Venezia del sindaco:Accorinti con la scusa dell’Anci si sta facendo il carnevale, mentre in aula si continua a discutere sull’isola pedonale. È vergognoso che un sindaco che ha inserito nel suo programma  l’isola pedonale sul viale San Martino in questi giorni non  sia presente in aula”.

La squadra di governo di Trischitta sindaco: 

Tra i miei assessori ci  saranno almeno quattro donne. Ho già registrato l’adesione di due persone di alto livello. La figura più importante dell’Amministrazione è l’assessore al bilancio, posso solo anticiparle che mi sono mosso alla ricerca di un assessore che fosse il migliore nel campo delle povertà. Una cosa che non sopporto- ci racconta il consigliere- è lo stato di bisogno delle famiglie”. Nel programma di Trischitta c’è l’obiettivo di potenziare  le mense di Sant’Antonio e Cristo Re: “Sono stato l’autore di due emendamenti importanti, quello da 30 mila euro l’anno scorso e quello da 180mila quest’anno. Si tratta pur sempre di contributi insufficienti: vorrei destinare a questo settore  almeno un milione anno. Nel mio progetto c’è quello di creare centri di distribuzione che partano dalle parrocchie: l’idea è che le parrocchie diventino centri di ascolto per le famiglie bisognose, attraverso il contributo del Comune e l’erogazione di buoni pasto per una spesa massima settimanale“.

Quali assessori della Giunta Accorinti porterebbe con sé? 

“Dell’attuale squadra di Accorinti,  l’assessore Cuzzola, per le sue capacità di tecnico e perché potrebbe avanti il programma di riequilibrio. Sicuramente anche  la Ursino e  la Panarello: sono  state quelle che hanno fatto di più di tutti e per questo sono state eliminate. La Ursino, in particolare,  si è dovuta dimettere perché è andata contro Accorinti. Cosa che non fa la Santisi, sempre propensa ad elogiare il sindaco. Mi delude pensare che lei, una donna in una squadra tutta al maschile, resti in silenzio sulla questione delle quote rosa in giunta. La reputo un atto di falsità. Non si può essere assessore alle Pari Opportunità e restare in silenzio”.

Cateno De Luca ha detto di voler eliminare i costi della politica sopprimendo i quartieri e le commissioni consiliari. Cosa ne pensa inoltre dell’idea di un casinò a Messina?

“Le cose che ha detto De Luca sono  grandi cagate  le spiego perché: De Luca ignora che i quartieri alle prossime elezioni andranno a votare e dunque eleggeranno i consigli di quartiere. Capisce bene che non sarà certo De Luca a poterli abolire.  I quartieri, che si voglia o no, resteranno in carica. Semmai dovesse intervenire la legge regionale per abolirne se ne parlerebbe comunque alle successive elezioni. Teniamo conto che in Sicilia, tranne per le tre città metropolitane di Catania Palermo e Messina, non esistono i quartieri. È probabile che De Luca cercherà di far cassare la legge regionale per quel che riguarda Messina, ma in ogni caso non è una modifica  che dipende da lui o che possa essere rimessa a lui. Il Consiglio Comunale certamente può avere un ruolo incidendo sul numero. In ogni caso, con la prossima legislatura, i consiglieri di quartiere, che sono punto di contatto essenziale con la gente, prenderanno 110 euro al mese. Dunque, un quartiere con dieci componenti costa 1100 euro al mese:  prendono molto meno della metà di quanto De Luca percepisce  al mese come deputato regionale. È imbarazzante che De Luca resti in silenzio sui 11 mila euro e sul denaro che ha disposizione per nominare i vari consulenti. Da parte sua mi aspetterei un atto di umiltà: dovrebbe spendersi per abolire i bonus dei deputati regionali. Invece, per fare populismo si lancia in slogan ridicoli, come appunto quello dell’abolizione dei quartieri, che, ribadisco, a Messina avranno un costo di 70mila euro annui: sono gli stessi soldi che lui spende per il suo addetto stampa! Stessa discorso vale per le commissioni consiliari: dalla prossima legislatura i costi saranno ridotti. Non credo che abolirli in toto porti un vantaggi alle casse del comune. Le commissioni sono necessarie, Mi spiego: quando c’è una delibera da approfondire, che magari  richiede la presenza di tecnici, quanti consigli comunali si dovrebbero convocare se non ci fossero le commissioni?  Probabilmente De Luca  è abituato ad amministrare Fiumedisi, che ha 1083 abitanti, lì sono tutti in famiglia“.

La cagata delle cagate- continua il consigliere- è poi di dire che farà il casinò a Messina. Il casinò viene istituito con legge nazionale, ricordiamolo. De Luca ignora che a Messina i turisti arrivano in crociera, ma probabilmente gli piace pensare che una volta arrivati in città abbiano tutto questo interesse a venire a giocare nel nostro casinò, magari a Palazzo Zanca! Non è la prima  volta che l’onorevole azzarda battute del genere. Battute che io reputo siano indice di un provincialismo e di un profondo senso di inferiorità. Già ad aprile aveva farneticato qualcosa contro  Palazzo Zanca, il palazzo che è simbolo della nostra città Ma sono spinto a credere che ce l’abbia con questo palazzo per colmare il gap tra le quattro mura del comune della sua Fiumedinisi. Credo che De Luca a Palazzo Zanca si sentirebbe perso, probabilmente per questo nutre tutta questa avversione verso questo splendido edificio. Palazzo Zanca va aperto ai turisti, rivalutato, ma non certamente chiuso. Ad ogni modo,  credo che sia nello stile di De Luca dire  fesserie. Di me ha detto che sono un personaggio in cerca d’autore? Rispondo che lui è un personaggio in cerca di soldi. Ho ragione di dire  che è un mercenario della politica, dal momento che sta chiedendo soldi per la sua campagna elettorale. Io ho deciso che la mia campagna elettorale non dovrà incidere in alcun modo sul tenore di vita della mia famiglia, per questo ho richiesto un prestito di quarantamila euro, che pagherò negli anni, in comode rate.  Credo che ci decida di candidarsi debba pagarsi la campagna a sue spese,  è la cosa più dignitosa“.

Come vede le elezioni di marzo?

Credo che il ritiro di D’Alia sia stato un colpo di teatro. Doveva abbandonare la polItica due mesi fa, dopo la  sconfitta alle regionali, invece ha aspettato la composizione delle liste nazionali e non appena si è accorto di non essere inserito in alcuna lista,   prima di che venisse pubblicata la notizia “D’Alia trombato”,  se n’è uscito “dicendo lascio la politica”.  Poi ritengo  ingiusto che il Rettore dell’Università si candidi. Navarra è consapevole di star sfruttando un potere enorme. In ogni caso,  credo che  arriverà terzo: la lotta sarà tra i cinquestelle e Matilde Siracusano“.