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Messina, settore edile e personale del Comune. La Cava: “La città non può più aspettare, sono pronto a proteste eclatanti”

CONSIGLIERE LA CAVA MESSINA

La Cava: “Signorino e il segretario generale vengano a vedere le imprese sparse per Messina. Non è vero che manca il lavoro, l’unica cosa che manca è l’organizzazione

CONSIGLIERE LA CAVA MESSINA“Esiste un problema serio che rischia di diventare un problema sociale se questa amministrazione non prende le dovute precauzioni in tempi celerissimi“- lo ha detto oggi il consigliere comunale La Cava, che in  VI commissione ha chiesto al segretario generale ed all’assessore Signorino di trascorrere “mezza giornata  in giro per il territorio e fare visita alle imprese ed alle aziende che operano nel settore edile“.  “Lo dico con cognizione di causa– dice il consigliere- perché spesso un dirigente non comprende che dietro una semplice firma, apposta ad un semplice foglio autorizzativo, c’è un mondo che si muove,un cantiere che si apre, un impresa che continua a lavorare, un operaio che non perde il posto di lavoro, un indotto che non soffre la crisi ed una economia che si muove a beneficio di tutti”. “Non è vero– aggiunge- che in città manca il lavoro e non è vero che manca la progettualità. L’unica cosa che manca è l’organizzazione ed è per tale motivo che spesso non ci rendiamo conto che basterebbe poco per smuovere apparenti montagne insormontabili“.  Il consigliere sostiene che bisogna fare chiarezza sulla dislocazione del personale negli uffici periferici perché “è possibile che il problema sia proprio nella non corretta distribuzione del personale ed è per questo che mi stranizzo quando vedo un “tecnico istruttore” al quinto quartiere, un altro all’ufficio tributi ed un altro ancora all’anagrafe e mi chiedo come siamo finiti li quando sarebbero certamente più utili negli uffici che oggi annaspano e fanno fatica a rilasciare quelle “benedette” autorizzazioni. Ed allora- conclude– parliamoci chiaramente e cerchiamo di capire se il sistema si è bloccato per manifesta incapacità dei dirigenti, per una non corretta distribuzione dei dipendenti negli uffici periferici o per una reale carenza di personale. Delle tre, l’una ma una risposta in termini seri e concreti va data e la città non può più aspettare. Ho dato al segretario generale 7 giorni di tempo per risolvere il problema alla scadenza dei quali ed in assenza di risposte soddisfacenti, adotterò forme di protesta eclatanti”.