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Emergenza acqua in Sicilia, Fava all’Ars: “Il Governo si assuma la responsabilità”

LaPresse/Vincenzo Livieri

Claudio Fava sull’emergenza acqua in Sicilia: “Al Governo chiediamo assunzione di responsabilità oltre mera analisi dell’esistente”

LaPresse/Vincenzo Livieri

LaPresse/Vincenzo Livieri

Non si può affrontare oggi la situazione di emergenza senza una una riflessione su come si è costruito il sistema idrico e su quanto avvenuto in Sicilia negli ultimi anni in questo settore. Non possiamo ignorare che l’acqua è stata negli ultimi decenni al centro di un business colossale, basti pensare ai 400 milioni spesi per la realizzazione di dighe, dissalatori e impianti molti dei quali oggi non funzionanti o non manutenuti. Basti pensare ai 14 miliardi di euro pagati dai siciliani con le bollette più care d’Italia, con una media annua di oltre 300 euro a famiglia, cui corrisponde un servizio spesso scadente sia in termini di disponibilità dell’acqua sia in termini di qualità dell’acqua.” Lo ha detto Claudio Fava de I cento passi, intervenendo oggi al dibattito dell’Assemblea Regionale Siciliana sulle diverse mozioni presentate sulla materia dell’emergenza idrica. Fava, che di una delle mozioni è primo firmatario, ha sottolineato che “è necessaria una assunzione di responsabilità da parte del Governo “oltre il mero riportate dati tecnici”, soprattutto su tre punti che sono quelli legati alla gestione unitaria e pubblica delle risorse e del sistema idrico, della predisposizione di un piano di manutenzioni per invasi e impianti e, soprattutto, di una piena attuazione al sistema di controlli e vigilanza nel rapporto con Sicilacque, perché non è accettabile che resti in piedi un meccanismo per cui è la società che sostanzialmente controlla sé stessa nella gestione di circa la metà delle risorse idriche della Regione.”